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Lampedusa. Violenze e intimidazioni contro attivista franco-canadese del Gruppo EveryOne

ISOLA DI LAMPEDUSA –  Il difensore dei diritti umani franco-canadese Georges Alexandre, membro del Gruppo EveryOne e dell’associazione Kayak per il diritto alla vita, è stato a Lampedusa per sei mesi, monitorando la situazione dei profughi dall’Africa e trasmettendo periodicamente la propria testimonianza al Parlamento europeo e all’Alto Commissario Onu per i Rifugiati. Georges è anche un atleta e con il suo kayak sta effettuando attualmente la traversata dalla Tunisia a Bruxelles per richiamare l’attenzione dell’Ue sul dramma dei migranti. La prima parte della traversata si è svolta nei giorni scorsi e ha condotto Georges dalla Tunisia a Lampedusa, da dove partirà presto, diretto a Malta.

Ieri pomeriggio l’attivista umanitario ha subito un grave episodio di violenza nell’isola pelagia. “Verso le 17 di ieri – racconta Georges   – alcuni ospiti del Centro di accoglienza hanno innescato un incendio all’interno della struttura, per protesta contro le difficili condizioni di vita a cui sono costretti i profughi a Lampedusa. Dopo aver seguito gli eventi, mi sono recato a mangiare qualcosa presso un venditore ambulante di panini e bibite. Lì mi ha avvicinato un uomo, chiedendomi chi fossi e iniziando a darmi leggere spinte. Mi sono spostato,  – continua Georgers – ma l’uomo ha continuato a provocarmi, insultandomi in ragione del fatto che sono straniero e mimando il gesto di afferrarmi i testicoli. Mi sono allontanato, dopo aver pagato il panino e la bevanda. L’uomo però mi ha seguito e dopo alcuni minuti mi si è avvicinato ancora e mi ha afferrato per la gola, insultandomi nuovamente: ‘Straniero di merda, perché rimani qua?’. Ha cercato di colpirmi al capo con una bottiglietta vuota che mi ha strappato di mano, quindi mi ha assestato due pugni in faccia. Ha continuato a insultarmi, finché alcuni lampedusani l’hanno fermato. Quindi mi ha sputato ripetutamente in faccia, invitandomi a lasciare l’isola. I miei soccorritori mi hanno invitato a interrompere il mio lavoro umanitario, dicendomi: ‘Ma vuoi essere ammazzato? Se fai una denuncia, tutti noi, qui, testimonieremo a favore del tuo aggressore, affermando che sei stato tu a iniziare la rissa’”.

Georges Alexandre aveva già subìto atteggiamenti intimidatori, a Lampedusa, e una perquisizione del proprio furgone da parte delle autorità. I suoi rapporti di testimonianza sono preziosi per il lavoro di osservazione delle migrazioni da parte delle istituzioni internazionali e dei media. Il Gruppo EveryOne ha relazionato il Parlamento europeo e lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani riguardo all’aggressione subita dall’attivista. “I nostri difensori dei diritti umani sono oggetto da tempo di azioni persecutorie e minacce,” spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione umanitaria, “e in alcuni casi si è trattato di episodi gravi, di cui si sono occupati l’Onu, la Commissione europea e FrontLine, l’organismo internazionale che tutela gli attivisti perseguitati nel mondo. Recentemente un nostro attivista Rom – testimone per il Consiglio d’Europa riguardo alla repressione del popolo Rom in Italia – è scomparso da Pesaro e da due mesi abbiamo perso le sue tracce, mentre per tutti noi operare per i diritti delle minoranze è sempre più difficile e pericoloso. Riteniamo che dietro alle violenze e alle intimidazioni che colpiscono Georges ci sia un disegno preciso, che intende zittire i difensori dei diritti umani in Italia, poiché i loro rapporti e le loro campagne a sostegno di individui e gruppi sociali perseguitati danno molto fastidio ai promotori di politiche intolleranti e anti-immigrazione. Ci auguriamo che le Istituzioni dell’Unione europea e l’Alto Commissario per i Rifugiati mettano in atto misure atte a tutelare il prezioso lavoro dei difensori dei diritti umani in Italia, altrimenti la persecuzione dei profughi, dei Rom e delle altre minoranze rischia di proseguire dietro una cortina di paura e silenzio, mentre i valori della democrazia e della civiltà saranno definitivamente negati”.

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