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Referendum, raggiunta quota 500mila. Altre 200mila firme per stare più tranquilli

ROMA – Obiettivo raggiunto con una settimana di anticipo! Esultano i referendari che hanno raccolto già le 500mila firme da presentare entro il 30 settembre in Cassazione.

Tuttavia, visto che alcune firme potrebbero presentare qualche irregolarità o non essere consegnate in tempo, il Comitato Promotore si è dato la dead line delle 700mila firme. Un traguardo che sembra alla portata visto che il successo dell’iniziativa. Le firme necessarie sono state infatti raccolte appena in un mese. Da oggi fino al 30 settembre i gazebo dei promotori resteranno aperti. Perché è meglio stare larghi, visto che nel controllo della corte di Cassazione qualche firma viene sempre  annullata per vizi di forma.

L’appello del “perché firmare” è semplice: “In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall’Europa, il Paese ha più che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti. Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati. Vogliamo impedire che la “legge porcata” sporchi anche il prossimo Parlamento: lo dicono in troppi da 6 anni, ma il porcellum è ancora lì. Firmate per consentire al popolo di abrogarla. Firmate per ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali. Firmate per rafforzare e migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l’alternanza politica, consentendo ai cittadini di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese.”

Superato lo scoglio della raccolta firme ci sarà quello dell’ammissibilità da parte della Consulta. Se ammesso, il referendum intende abrogare la legge Porcellum e porta a un modello simile al Mattarellum. Sei le organizzazioni che lo hanno promosso: i Democratici (quelli dell’Asinello), Idv, Sel, Partito liberale, Unione popolare e Rete referendaria di Segni. Altri si sono aggiunti come Verdi, Svp e Futuro e Libertà. Il Pd si è mantenuto “neutrale” ma il segretario Pier Luigi Bersani ha parlato di amicizia verso i referendari ed ha offerto spazio nelle feste del partito per la raccolta delle firme. Molte sono state finora le firme ‘vip’: Romano Prodi, Piero Fassino, Carlo De Benedetti, Alessandro Profumo, don Ciotti, Ermanno Olmi, tra gli altri. Da ultimo ieri ha firmato Alberto Asor Rosa.
Il raggiungimento delle 500mila firme viene accolto come « una svolta che – spiegano i promotori – permetterà che i cittadini tornino a partecipare in modo attivo all’andamento politico del Paese scegliendo, con il proprio voto alle prossime elezioni politiche (che potrebbero essere anche anticipate) i propri rappresentanti in Parlamento e non essere più governati da una buona parte di personaggi scelti a monte dai partiti. Per questo bisogna moltiplicare gli sforzi».

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