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Berlusconi va in Europa e si affida ad un memoriale nel caso Tarantini

ROMA – Quanto costa aiutare una famiglia in difficoltà economiche? E da quando un gesto di altruismo è reato? Il premier italiano è davvero un uomo incompreso costretto ad affidare alle pagine di un memoriale la sua “difesa” affinché possa bastare a fugare i dubbi che una sinistra “giustizialista” ed una giustizia “sinistrorsa” continuano a diffondere sul suo conto.

E mentre lui “va in Europa a spiegare la manovra”, ieri è stata una giornata di interrogatori per Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore accusato di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Il terzo interrogatorio cui è stato sottoposto Tarantini in carcere non è stato secreatato, come era avvenuto per il secondo. Gli ultimi due sono stati interrogatori investigativi mentre il primo di garanzia, avvenuto a 48 ore dal suo arresto. Secondo quanto si è appreso i pm che conducono l’inchiesta sulla presunta estorsione a Silvio Berlusconi, Francesco Curcio ed Henry John Woodcock avrebbero chiesto al detenuto spiegazioni riguardo ai suoi rapporti di lavoro con una società, la Andromeda ma anche sui suoi rapporti con l’avvocato penalista Nico D’Ascola che avrebbe rapporti di lavoro con l’onorevole Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi. Entro pochi giorni la Procura dovrebbe terminare l’attività istruttoria; dopo quella data i legali dell’imprenditore, avvocati Alessandro Diddi ed Ivan Filippelli, presenteranno al gip Amelia Primavera una richiesta di concessione degli arresti domiciliari su cui i pm dovranno dare un parere. Parallelamente la difesa si è rivolta anche al Tribunale del Riesame, la cui udienza però non è stata ancora fissata.

Intanto c’è attesa per la memoria scritta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che sarà consegnata oggi al Procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. Il capo dei pm napoletani riceverà la memoria dalle mani dall’avvocato Michele Cerabona che in mattinata di ieri ha depositato per conto di Berlusconi un atto con il quale vengono spiegati i motivi per i quali il premier oggi non potrà essere a Palazzo Chigi per essere interrogato in merito alla presunta estorsione posta in essere nei suoi confronti da Giampaolo Tarantini, la moglie Angela Devenuto e Valter Lavitola. Come è noto Silvio Berlusconi sarà impegnato per motivi istituzionali a Bruxelles e Strasburgo. Tarantini si trova rinchiuso nel carcere di Poggioreale, la moglie agli arresti domiciliari nella sua abitazione situata in via Veneto a Roma mentre Lavitola è latitante in Sudamerica.

Ed i commenti sulle vicende del Premier continuano ad occupare le pagine dei giornali. «Quello che ho trovato sconvolgente è la confidenza che l’uomo più potente d’Italia, il capo del governo, ha con un personaggio come Tarantini- ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel corso di una intervista – Migliaia di pagine di intercettazioni telefoniche con uno che è legato al giro della prostituzione, della cocaina e della corruzione per poter piazzare i propri prodotti nel circuito sanitario, la confidenza con questo tipo di antropologia, Tarantini come Lele Mora, come altri personaggi “eroi” del nostro tempo, mi lascia senza fiato e senza parole. Proprio dal punto di vista del costume». E rispondendo alla domanda circa il fatto che anche ex esponenti della sua amministrazione abbiano conosciuto l’imprenditore barese, Vendola ha risposto che «chi ha conosciuto Tarantini poi ha smesso di frequentare la mia giunta. L’essenziale è che non è stato conosciuto neanche lateralmente da me».

Anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini ha scelto di intervenire ed ai microfoni del Tg1 parlando delle intercettazioni legate al caso Tarantini ha detto: «Diciamoci la verità, queste intercettazioni, per come sono uscite, sono pietose nel contenuto, ma è pietoso anche che escano. È pietoso che vengano pubblicate cose che non c’entrano niente con i reati e questo deve valere per Berlusconi e per il privato cittadino. Se si facesse un filtro, un’udienza preliminare tra le parti, giudici e avvocati, si vede quello che è necessario per le indagini e tutto il resto viene interdetto con pene gravi per la pubblicazione».

Ma è Massimo D’Alema, a Milano per partecipare a un dibattito alla festa del Pd che, rispondendo con una battuta ai giornalisti che gli chiedevano di commentare le affermazioni dell’imprenditore Giampaolo Tarantini per una presunta estorsione ai danni del premier Silvio Berlusconi risponde: «Io non lo conosco, e poi vent’anni fa non avevo la barca. Sarebbe stato abbastanza problematico. Al limite potevamo nuotare insieme».

Per Berlusconi non è semplice dimostrare di aver aiutato una famiglia in difficoltà considerando che l’ipotesi più accreditata è che egli stesso abbia offerto denaro a Tarantini per pagare il silenzio nella prestazione di donne del piacere. Non si deve dimenticare che egli stesso è indagato a Milano per il reato di prostituzione minorile e dunque il passo per passare da vittima a colpevole è davvero breve.

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