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Crisi: economia reale e metafisica (parte seconda)

ROMA – Quando , due giorni fa, abbiamo pubblicato la prima parte di una serie di articoli che si occuperanno di “economia reale e metafisica” , ci rendevamo perfettamente conto che avvicinare la parola ‘economia’  alla parola metafisica era un assurdo.

Invece dopo ventiquattro ore questo nostro titolo è divenuto, per la cultura italo-papalina, perfettamente congruo: “La risposta alla crisi è nel Vangelo” ha esclamato con la sicumera profetica il presidente della Cei Bagnasco, tornando a parlare della situazione italiana, dopo le sue esternazioni, tardive, sull’indecenza di una buona parte della Casta politica e del suo Pigmalione che, in 17 anni, l’ha scolpita a sua immagine e somiglianza. Poi il cardinale ha continuato il suo discorso profetico su come uscire dalla crisi: “Correggere abitudini e stili di vita, uscire dal tunnel di quella ‘cultura del nulla’, vagamente radicaleggiante, anticamera di diffusa tristezza. – e continua auspicando – … un nuovo innamoramento dell’essere italiani. – che – non essendo una semplice emozione, richiede di confidare in una relazione sempre più virtuosa tra la Chiesa e lo Stato” (Stato italiano N.d. R. meglio precisare) “Nel nostro Paese – ha aggiunto Bagnasco – la Chiesa ha sempre rappresentato un fattore di umanizzazione senza del quale il panorama sociale e culturale, oltre che spirituale, sarebbe ben diverso”.

E come dargli torto! Il panorama sociale e culturale, ed aggiungiamo etico e legislativo, e la ‘spiritualità’ degli italiani, senza “la relazione sempre più virtuosa tra Chiesa e Stato” sarebbe sicuramente diverso. Abbiamo visto quanta ‘spiritualità’ c’è nei preti pedofili e nel comportamento degli italiani: dal Bunga Bunga al fatto che la metà dei cittadini dello stivale sarebbero ben felici di essere al posto del Cavaliere nelle leggendarie orge di Arcore. Inoltre lo Stato italiano senza i miliardi che oltrepassano ogni anno il Tevere, non avrebbe un debito tale da fargli rischiare l’espulsione dall’Europa; senza la metodica influenza “virtuosa” della Chiesa sulla cultura italiana, le donne, che sono costrette ad abortire, non si sentirebbero chiamare assassine; la demografia, senza la disinformazione culturale pilotata dalla Chiesa cattolica, la quale osteggia apertamente l’uso degli anticoncezionali, sarebbe pianificata e resa più umana, anche in quelle aree dove Chiesa e Camorra vanno a braccetto.

 

Senza ‘l’umanizzazione’ della Chiesa, la fecondazione assistita, eterologa e non, sarebbe possibile anche in Italia che ormai, anche per quanto riguarda i diritti civili, fa parte integrante del Terzo Mondo. Ma forse il grande economo della Cei, per ‘umanizzazione’, intende l’impedimento all’uso del preservativo anche in caso di AIDS conclamato.
E solo ora si può cominciare a capire il movimento che si sta creando in questi giorni negli ambienti cattolici e anche vedere gli invisibili accordi che si stanno facendo sottobanco con i futuri politici che governeranno l’Italia del dopo Berlusconi. Si cominciano a capire anche le parole di Bersani di pochi giorni fa: “Ratzinger (…) Invoca una ragione che non si autoriduca a ciò che è sperimentabile e un diritto naturale che non accetti il perimetro definito da scienziati e biologi.” Frase criptica per un segretario del Pd, che, ora, può apparire come una forma di cambiale versata alla Chiesa cattolica. Un pagherò non solo in termini di denaro che continuerà a fluire sempre più impetuoso verso lo Stato vaticano, ma anche per ciò che riguarda quelli che vengono chiamati con un eufemismo ‘temi sensibili’, vale a dire: aborto, contraccezione, coppie di fatto, lotta all’Aids, lotta al papilloma virus, fecondazione assistita, ricerca sulle staminali, ecc.. ‘Temi sensibili’ che, secondo Bersani, vanno ricondotti nell’alveo del “diritto naturale” e tolti dal “perimetro definito da scienziati e biologi”. In parole povere, tutto ciò che concerne l’etica privata dell’individuo, va tolto dal suo giudizio o libero arbitro che dir si voglia, sino ad ora indirizzato da scienziati e biologi, e messo nelle mani del “diritto naturale” cioè nelle mani della Chiesa cattolica. Il braccio secolare, cioè i politici, poi faranno leggi adeguate al “diritto naturale” cioè dettate dalle veline del vaticano.

Come tutto questo abbia a che fare con la crisi economica è presto detto: a) le gerarchie vaticane dopo il fallimento del paradigma capitalista come unico modo per governare l’economia, per non perdere i privilegi acquisiti, deve necessariamente cercare al più presto possibile alleati a sinistra, che sicuramente sono più vicini della destra ai precetti di base evangelici, che seppur vaghi, perché alterati dalla Chiesa cattolica, rimandano a ideali come l’aiuto reciproco e la solidarietà umana che si possono tradurre in giustizia sociale e divisione della ricchezza; b) le gerarchie vaticane son ben coscienti che le mani adunche della chiesa possono arrivare ad acquisire più potere e più privilegi proprio durante una crisi, come quella economica che si sta profilando all’orizzonte, la quale porterà angoscia e disperazione. E questo perché è in una mente fiaccata e confusa che le metastasi trovano terreno fertile per diffondersi; e agli italiani, che continueranno a voler essere ciechi e sordi, papa e cardinali potranno cantare il loro ritornello preferito “Extra Ecclesiam nulla salus” , “Al di fuori della Chiesa non vi è salvezza” neppure quella economica, parola di Bagnasco!

(prosegue nella terza parte)

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