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Mafia. Esce dal carcere il figlio di Riina, ma nessuno lo vuole, nemmeno Corleone

ROMA – Salvatore Riina è uscito dal carcere di Opera dopo aver scontato otto anni e dieci mesi di reclusione per associazione di stampo mafioso. Il secondogenito 34enne del boss mafioso Totò, è così libero da ieri sera, ma dovrà recarsi al suo paese natale, Corleone, dove sarà sottoposto a regime di prevenzione.

Sfumata, almeno per ora, l’ipotesi che Riina potesse essere accolto da una Onlus padovana, specializzata nel recupero di giovani sbandati, che gli avrebbe addirittura offerto un lavoro. Tuttavia per il suo soggiorno Veneto se ne riparlerà a breve, visto che il legale di Riina ha pronto un ricorso in Cassazione contro la prevenzione poichè sarebbero trascorsi troppi anni dall’emmissione di quest’ultima notifica alla sua applicazione.

Quindi Salvatore Giuseppe Riina, a detta dell’avvocato, potrebbe a breve tornare nella città veneta. La Lega Nord ha subito replicato facendo sapere che il figlio del boss non è affatto gradito nel Veneto. “Che torni a casa sua”, sono le voci che rimbalzano tra le camice verdi. Critiche piovono anche sulla Onlus, accusata di dare lavoro ai boss invece che ai giovani che ne hanno veramente bisogno.

Per il presidente del Veneto Luca Zaia il mancato, per ora, arrivo in Veneto di Giuseppe Salvatore Riina non cambia il pensiero su come questa regione sia stata trattata in tema di soggiorni obbligati. “Il Veneto ha già dato il suo tributo sui delinquenti importati da fuori e non intende darne ancora – dice  il governatore – i veneti sono stanchi di sentirsi trattare periferia dell’impero”. Secondo Zaia  “i veneti si sono sempre espressi contro questa odiosa formula di soggiorno per pregiudicati. Promuovere azioni come queste  significa porre ulteriori micce verso la disgregazione in quanto verrebbe vissuta come l’ennesima occupazione”.

Ma non è tutto. Il figlio di Riina sembra non volerlo proprio nessuno, neanche Antonino Iannazzo, il primo cittadino di Corleone che lo definisce persona non gradita. “Mi è stato spiegato -ha detto il sindaco – che la presenza di Salvatore Giuseppe Riina in paese è dovuta a un aspetto procedurale legato alla vecchia norma di prevenzione emessa dal Tribunale di Palermo e che prevedeva l’obbligo di dimora a Corleone. Comunque la nostra posizione non cambia: Riina junior non è persona gradita qui – ha precisato  Iannazzo. “Io non l’ho ancora visto in paese. Se nostro malgrado dovesse rimanere qui, allora non potremo fare altro che innalzare il livello di attenzione per garantire che il percorso di legalità e trasparenza intrapreso dal Comune vada avanti”.

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