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DDL sulle intercettazioni: malcontento diffuso e trasversale. Salgono i “disobbedienti” nel Pdl

ROMA – Assurdo, alienante e improponibile. Giudizi tranchant sul ddl sulle intercettazioni che spaziano trasversalmente da una parte all’altra del panorama politico nazionale.

Il segnale più eclatante è venuto come sappiamo dalle dimissioni di Giulia Bongiorno – nota alle cronache per essere stata il Legale difensore di Giulio Andreotti – la quale ha rifiutato il nuovo testo di legge notevolmente inasprito rispetto a quello che la stessa Deputata del Pdl aveva licenziato un anno fa.  Ma il fermento ed un crescente malumore si sta diffondendo tra le file dello stesso Pdl, con Mario Baccini  e Pino Galati (Cristiano Popolari) che pongono veti ad una possibile fiducia da spendere su questo nuovo decreto. Le loro dichiarazioni non lasciano dubbi in proposito: “Suggeriamo al governo di non mettere la fiducia sul ddl intercettazioni. E sollecitiamo Alfano a convocare la Direzione nazionale del Pdl per discutere di intercettazioni e della riforma della giustizia”.  …Come dire “a buon intenditor poche parole!” 

Ospite di Shytg24, Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, non ha mancato di aggiungere la propria sottolineatura dichiarando senza mezzi termini che la sua forza politica si opporrà ad “un emendamento che ha trasformato quel mezzo bavaglio in un bavaglio completo”.  Nel Pdl si respira un clima avvelenato, fatto di ammicchi, allusioni e battute sarcastiche tra gli stessi deputati; la stessa Bongiorno svicola sull’invito di Ghedini a “vedersi in separata sede” per poi lasciarsi andare a epiteti dal chiaro sapore “dispregiativo”. Sono quindi palesemente saltati anche gli accordi interni, probabilmente con il Premier che invita ad accelerare i tempi per note vicende che lo riguardano. Quanto possa durare questa situazione è difficile da dirsi, ma sicuramente non sarà impresa facile portare a casa l’ennesimo risultato blindandolo con la fiducia. 

 

La gestione Alfano non sembra proseguire dunque sotto buoni auspici. Molte sono le accuse rivolte al “portacolori della scuderia” Berlusconi, indicato quale soggetto che non avrebbe tenuto fede all’intesa raggiunta da tempo sul testo licenziato e rivisto a suo tempo, dopo le perplessità provenienti dallo stesso Presidente della Repubblica, da Giulia Bongiorno. Tra i pochi a vedere queste modifiche come “minimali ed estremamente ragionevoli” troviamo il ministro della Giustizia Nitto Palma, anche se ovviamente la cosa non può sorprendere.  Prende corpo una speranza invece per i blog per i quali sembra sia stato trovato l’accordo in Commissione. Non è molto ma almeno per quest’ultimi non dovrebbe valere l’obbligo di rettifica entro le 48 ore previsto per i siti registrati ai sensi della legge in materia.  Sul fronte dell’opposizione a questo scellerato decreto si registra invece un crescente e deciso allineamento da parte della FNSI e dell’Oua.  La stessa Federazione nazionale della stampa ha comunicato che “E’ in preparazione una nuova grande manifestazione nazionale contro il bavaglio all’informazione, come quelle di piazza del Popolo del 2009 e di piazza Navona del 2010”, mentre da parte sua, l’Organo unitario dell’avvocatura ha dichiarato la propria disponibilità a scendere in piazza a fianco dei giornalisti.

 

Lo stesso presidente dell’Oua, Maurizio De Tilla, motivava la scelta sottolineando che “gli avvocati italiani sono contrari alle leggi contro il diritto di informazione e sono pronti a manifestare insieme ai giornalisti”.  Parafrasando l’ormai celebre trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”, potremo dire, “Per la maggioranza è tutto, passiamo la parola ora all’opposizione”.  L’Idv dichiara battaglia in tutti i livelli istituzionali e Di Pietro annuncia che “i parlamentari dell’Italia dei Valori si faranno carico di pubblicare le intercettazioni regolarmente acquisite e depositate”. La speranza è comunque che ci sia una mobilitazione a fianco della Fnsi e soprattutto che non si limitino i danni ma possano venir presentati adeguamenti idonei. Il partito di Di Pietro ne ha già presentati oltre cento e si spera che anche da parte di un Pd sottotono ci sia altrettanta decisione.  L’era dei proclami è finita, la speranza che sia la volta buona in cui si decide di battere veramente un colpo è più che legittima!

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