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Morti lavoro. Napolitano: “inaccettabili”. Ogni giorno 3 decessi

ROMA –   “Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche costituiscono un fenomeno sempre inaccettabile.

La loro significativa riduzione nel 2010 deve essere considerata non un traguardo ma una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori”. E’ questo quanto pronunciato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione Nazionale fra i lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, Daniele Bettoni, in occasione della 61° Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. “Un evento che –  ha aggiunto il capo di stato  – rappresenta un’importante occasione per ricordare tutti coloro che hanno visto sacrificata la propria salute o addirittura la propria vita nei luoghi di lavoro”.

Non è mancata una riflessione sul recente crollo di Barletta che  ha provocato la morte di giovani donne costrette a un lavoro nero vergognosamente sottopagato che – come ha sottolineato Napolitano – ha gettato la luce su pratiche intollerabili.  “Pur nella crisi economica generale che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese e tutto il mondo occidentale  non può abbassarsi la guardia riducendo gli investimenti nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro –  ha detto ancora  il Presidente  – ,  è perciò necessario continuare a contrastare con determinazione la piaga del lavoro nero al quale troppo spesso si accompagnano forme di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza”.

“La ricorrenza – ha aggiunto Napolitano –  rappresenta un’importante occasione di riflessione e di confronto su un tema di grande attualità per il nostro Paese. Occorre operare affinchè i processi di trasformazione territoriale, di urbanizzazione e di sviluppo delle attività economiche siano realizzati con la dovuta attenzione alla sicurezza, alla incolumità pubblica ed al rispetto dell’ambiente e delle sue insostituibili risorse. A tal fine  si impone un responsabile impegno da parte delle istituzioni, nazionali e locali, della comunità scientifica e degli operatori economici per sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, cui va affiancata una costante e puntuale azione di vigilanza e di controllo”.

Tuttavia ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro. È questa «la triste media» degli incidenti mortali. Nel 2010 gli incidenti complessivamente sono stati 775.374, di cui 980 mortali. «Numeri ai quali si aggiungono quelli relativi alle malattie professionali, con un aumento delle denunce di ben il 22% rispetto l’anno precedente». A fare il punto della situazione è il presidente dell’Anmil, Franco Bettoni, in occasione della 61/ma Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro.
Nel 2010 è proseguito il trend del calo degli infortuni ma a giudizio dell’Anmil il dato va letto  con molta cautela. Occorre infatti  dare uno sguardo al contesto occupazionale di riferimento, caratterizzato in questi anni – dice il presidente Franco Bettoni – da un calo dell’occupazione. Inoltre risultano in calo gli infortuni cosiddetti  in itinere , si assiste  ad un aumento preoccupante dei decessi nel settore dei trasporti e nel lavoro femminile, nonchè nella fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni”.

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