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Libri. Paolo Giordano, Vargas llosa, Catherine Dunne e tanti altri a sostegno di Medici senza frontiere

ROMA – In occasione del 40° anniversario della fondazione di Medici Senza Frontiere (MSF), nove scrittori da tutto il mondo raccontano attraverso i loro occhi storie di un’umanità costretta a lottare ogni giorno per la propria sopravvivenza, per la propria dignità.

Dalla Repubblica Democratica del Congo al Sudafrica, dalla Grecia al Malawi, dalla Boliva all’India, dal Bangladesh al Burundi, Esmahan Aykol, Alicia Gímenez Bartlett, Eliane Brum, Tishani Doshi, Catherine Dunne, Paolo Giordano, James Levine, Wilfried N’Sondé, Mario Vargas Llosa testimoniano attraverso racconti e reportage di viaggio la realtà di alcune aree in cui Medici Senza Frontiere opera.
“Speriamo che attraverso questo libro, realizzato in occasione del 40° anno di vita di MSF, storie imprigionate dalle emergenze umanitarie, dalla povertà, dall’ingiustizia, dalla mancanza di accesso alle cure, possano uscire da quel cono d’ombra in cui troppo spesso vengono rinchiuse dalla nostra indifferenza – spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia – Un ringraziamento particolare va agli scrittori e a Feltrinelli Editore che hanno reso possibile la realizzazione di questo importante progetto a tre anni da “Mondi al limite”, nel quale erano stati coinvolti nove importanti scrittori italiani”.

Volti di uomini, donne e bambini che vengono descritti in tutta la loro forza e determinazione dalla penna di nove scrittori internazionali che hanno avuto la possibilità di inoltrarsi, insieme a Medici Senza Frontiere, all’interno di crisi umanitarie spesso dimenticate o inaccessibili. Storie, spesso romanzate e non sempre a lieto fine, ma che per la prima volta rendono loro la propria dignità. 

“Aderire al progetto di MSF non mi ha solo permesso di arricchire le mie fonti di ispirazione ma anche di visitare una parte del mio paese che non conoscevo, il Nagaland, nel nord est dell’India”, racconta Tishani Doshi, scrittrice, poetessa e giornalista indiana. “Ciò che mi ha più colpito è stata la totale iniquità rispetto al sud del paese: mentre lì infatti si è sviluppato un vero e proprio turismo sanitario e gente da tutto il mondo vi si reca perché sa di trovare cure di altissimo livello, il nord est sembra come sospeso nel tempo. Vi sono zone senza acqua e corrente elettrica, dove non è possibile neanche conservare i vaccini. Questo mi ha profondamente colpita”.

I contributi degli scrittori: Phool gobi vuol dire cavolfiore – Paolo Giordano (Bangladesh), Cape Town, Johannesburg – Catherine Dunne (Sud Africa), La proposta – Alicia Giménez-Bartlett (Grecia), Makass – James A. Levine (Repubblica Democratica del Congo – RDC), Dove abitano i vampiri – Eliane Brum (Bolivia), My Life as a Bag – Esmahan Aykol (Malawi), Un paese di nome Mon- Tishani Doshi (India), Le alture del Tanganica – Wilfried N’Sondé (Burundi), Viaggio nel cuore di tenebra – Mario Vargas Llosa (Repubblica Democratica del Congo – RDC.

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