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Forestali licenziati. Per protesta sindaci campani occupano le sale della Regione

Fissata per domani  una riunione plenaria

NAPOLI – Questo pomeriggio decine di sindaci dei comuni campani hanno occupato per protesta le sale del Consiglio della Regione Campania e migliaia di persone hanno presidiato davanti Palazzo Santa Lucia. Oggetto della protesta: la vertenza degli operai idraulico-forestali delle comunità montane. Sono migliaia i lavoratori colpiti dai tagli della Regione. Molti di loro non ricevono stipendi da mesi e rischiano il licenziamento. I primi cittadini chiedono un incontro urgente con il presidente Stefano Caldoro per bloccare questi tagli. “Non ce ne andremo di qui fino a quando non avremo incontrato il presidente Caldoro vogliamo risposte precise riguardo la vertenza che coinvolge centinaia di operai degli enti montani” ha dichiarato il consigliere provinciale di Salerno, Simone Valante (PD). Anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca si è schierato a favore della protesta: “Migliaia sono alla disperazione nel silenzio assordante di una Regione Campania che continua ad ignorare il dramma nonostante la disponibilità più volte palesata dai lavoratori a sviluppare un confronto complessivo sulla riorganizzazione del servizio”.

“Bisogna garantire uno stipendio a chi mette in sicurezza il territorio, a chi lo salvaguarda quotidianamente dai rischi di carattere idrogeologico in aree, come quelle interne, che sono spesso colpite da eventi franosi che troppe volte provocano tragedie. Occorre unificare questa con le altre vertenze in una mobilitazione generale delle realtà in crisi campane. La Regione intervenga, altrimenti vada a casa”, ha affermato il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella. Sono 5.000, secondo quanto stimato dalla CGIL e la FLAI Campania, i lavoratori impegnati nella valorizzazione del patrimonio boschivo regionale e nella prevenzione di disastri e calamità, che la Regione Campania sta disattendendo.

Risposte di speranza sono giunte da Mario Miano, assessore all’Agricoltura. “Dopo una ricognizione tecnica sulle rispettive partite contabili, si è giunti alla determinazione di trasferire ulteriori 13 milioni di euro alle Comunità Montane. Si è stabilito, inoltre, che le Province assumeranno un ruolo di coordinamento per sollecitare gli Enti montani a provvedere, a loro volta, all’immediato svolgimento delle attività occorrenti a consentire l’erogazione in loro favore del saldo sui progetti PSR 2010 e l’anticipo del 50% del PSR 2011, per un totale di circa 27 milioni di euro”. Intanto è stata fissata per domani “una riunione tra i presidenti dei gruppi consiliari, i presidenti delle Comunità Montane e la delegazione dei sindaci dei relativi comprensori per avviare immediatamente un primo e già approfondito confronto sulle questioni attualmente su tappeto” ha Il Presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano.

La protesta dura ormai da tempo. Le scorse settimane diversi forestali della Comunità montana Alento-Montestella rimasti senza contratto, per protesta, erano saliti sul tetto della sede della comunità montana cilentana. Non ricevevano lo stipendio da tre mesi. Il problema dei tagli alle Comunità montane è più che mai vivo. Tra l’altro la Campania è un territorio molto soggetto a frane. L’ultima in ordine di tempo quella del piccolo Comune di Buccino nel salernitano del 7 ottobre scorso. Nella frazione di Teglia un fiume di acqua e fango  provocò un ferito e l’allontanamento dalle loro abitazioni di quasi 200 persone. L’anno scorso, sempre di questo periodo, un forte temporale procurò la rottura di uno dei piloni dell’acquedotto del Basso Sele. Oltre mezzo milione di persone e 14 Comuni rimasero senza acqua per diversi mesi.

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