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ROMA – Sono da prendere con le pinze le affermazioni pubblicate su La Repubblica in un’intervista a uno dei Black Bloc che ha contribuito alle devastazioni del 15 ottobre.

“Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i capetti del Movimenti fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così, forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare: Perchè ci prepariamo da un anno”. E’ questo quanto ha detto al cronista del giornale diretto da Ezio Mauro un 30enne pugliese,  che sabato scorso ha partecipato ai disordini di Roma durante la manifestazione degli indignati. «Abbiamo fatto il master in Grecia», aggiunge. «Per un anno una volta al mese siamo partiti in traghetto da Brindisi con biglietti di posto ponte, perchè non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare – prosegue – E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un’arte in cui vince l’organizzazione. Un anno fa avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma abbiamo vinto perchè avevamo un piano, un’organizzazione». «Eravamo divisi in due falangi – racconta – I primi 500 si sono armati a inizio manifestazione e avevano il compito di devastare via Cavour. Altri 300 li proteggevano alle spalle per evitare che il corteo potesse isolarli». «La sera di venerdì avevamo lasciato un ducato bianco all’altezza degli archi che portano in via Sannio – aggiunge – Dentro quel Ducato avevamo armi per vincere non una battaglia, ma la guerra. Il resto delle mazze e dei sassi lo abbiamo recuperato nel cantiere della metropolitana in via Emanuele Filiberto». Il black bloc racconta di essere stato in Val di Susa a luglio scorso, e conclude:«E vi do una notizia. Non è finita».

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