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Crisi e problematiche sociali cancellate in un solo colpo

L’ordine pubblico sale sul gradino più alto

ROMA – Bossi ha detto una cosa giusta (alleluia!): così non va bene per nessuno. Chi scrive ha l’obbligo di essere chiaro nell’esposizione e di far capire le ragioni della denuncia aperta rispetto ad una confusione voluta da molti.  Oggi Maroni ha relazionato al Senato. Ha parlato di inasprimento di pene, di un movimento anarchico – insurrezionalista e di delinquenza. Vorrebbe leggi speciali alle quali si oppone persino il “Senatur”, tal Umberto Bossi. Ripetiamo, tante volte non fosse stato chiaro, che siamo contro la violenza, ma vogliamo capire come isolarla senza impedire, a chi vuole, di manifestare il proprio dissenso. Diritti e doveri si devono equivalere.

Oggi Polizia e Vigili del fuoco hanno manifestato (giustamente) a Roma, domani potrebbero essere altri e per altrettante valide ragioni.  L’analisi è più realista: si cerca di ricorrere a misure coercitive, forti, per impedire che un movimento di portata mondiale, epocale, decolli verso la strada del cambiamento. Ripetiamo che quel movimento è in rotta di collisione con i poteri forti, strutturati e con politiche conservatrici che non accetteranno mai una situazione del genere. Si apra dunque una discussione politica e sociale; si adoperino strumenti democratici, ma nessuno, ripeto, nessuno si appropri di strumenti che limitano la libertà individuale e di espressione.

Questo non vuol dire incoraggiare i delinquenti o la violenza. A Roma ho visto personalmente i servizi d’ordine dei partiti e dei centri sociali, respingere alcuni facinorosi che tentavano in alcuni punti di rompere lo schema pacifico degli altri manifestanti. Il punto si sposta logicamente su qualcosa che non riguarda l’ordine pubblico, ma che invece viene preso a pretesto per interrompere un processo sociale in atto. L’Italia, l’Europa e probabilmente il Mondo intero, stanno diventando sede e oggetto di una profonda riflessione. Occorre ragionare, riflettere laddove è possibile, dando la possibilità ai Cittadini di esprimersi. L’espressione di questi non può e non deve essere violenta, e non lo è stata per il 99 per cento dei manifestanti di Roma. Maroni farebbe bene a seguire più da vicino l’andamento di una manifestazione di quell’importanza, senza farsi poi relazionare da altri. Ha parlato di splendido lavoro delle Forze dell’ordine ed in tutta sincerità, al posto di queste, mi sentirei preso per i fondelli. Oltre ad aver rischiato molto, hanno concentrato il loro lavoro su quelli che erano stati individuati come possibili obbiettivi dei facinorosi. Ma tutta quella grande parte di manifestanti erano nemici o Cittadini che sfilavano senza alcuna intenzione di mostrarsi violenti? Le Forze dell’ordine non devono essere messe in contrapposizione dei Cittadini, ma a tutela di questi!!

Tutto questo è in realtà avvenuto?  Gli incappucciati, che vengano chiamati delinquenti, teppisti o black bloc, ha poca importanza. Sono, e si sono dimostrati “gentaglia”, che ha nuociuto a tutti; quindi anche e soprattutto ai manifestanti, allo svolgimento di un corteo pacifico e al contenuto che non è stato esplicitato in maniera né chiara né completa!  Il problema è politico. Il dissenso era pericoloso, visto come minaccia da “qualcuno” che nei fatti ha voluto limitarlo; costasse qualsiasi prezzo, e così è stato. Gli autori sono stati individuati ma siamo sicuri che siano soggetti autonomi?? Sono persone(?) che vivono per il piacere di fare danni e delinquere??  Raramente si è visto qualcuno che delinque solo per il piacere di farlo; anche il peggior “soggetto”, sia esso mafioso, ladro, assassino o altro, è sempre mosso da un interesse!

Se capiamo questo forse arriveremo alla soluzione.  Siamo di fronte ad un nuovo conflitto di classe e dobbiamo prenderne atto. Si deve discutere sui contenuti, sui progetti e sulle proposte, senza ricorrere ad alchimie che ne tarpino le ali.  Romano Prodi ha ammonito a riflettere sulle ragioni della violenza. “La sofferenza e i timori per la situazione economica non possono giustificare la guerriglia avvenuta a Roma sabato scorso nel corso della manifestazione degli indignati”. Siamo d’accordo con il Professore; tuttavia non possiamo far finta che non esista un quadro economico-sociale che ha portato alla presenza reale di una sorta di pentola a pressione. Occorre parlare di questo, confrontarci e discutere sui modi per arrivare ad un reale cambiamento, fino ad una vera alternativa! Costruire una dicotomia tra “sofferenza sociale” e “violenza” non è giusto né produttivo. Così come, ovviamente, non porta a nulla parlare solo e soltanto di rimedi, pene e altro in funzione del mantenimento dell’ordine pubblico. Un terreno seminato di gramigna porterà sempre la presenza di questa erbaccia incolta; diversamente se la semina porta ad un raccolto da consumare come bene comune, si godrà del raccolto.  Temiamo che la discussione sull’ordine pubblico distoglierà per molto tempo l’opinione pubblica dai noti problemi in cui stiamo vivendo. Forse stiamo anche per dimenticare certe vicende in cui sono immersi i Nostri governanti.  Capire il senso di tutto questo eviterebbe dinamiche annose e più volte viste nel corso di questi decenni.

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