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ROMA – In libreria, il nuovo e appassionato “istant book” di Alessandra Di Pietro “Godete”. Per il pubblico femminile e per uomini che sanno ascoltare e leggere.

E’ veloce, agile, fucsia, in una parola molto femminile, l’ultimo libro di Alessandra Di Pietro. Si chiama “Godete”, ed è rivolto a tutte le donne il cui piacere è rimasto inascoltato. Solo. O tutt’al più inespresso e solitario. Per mancanza di attenzioni da parte del maschio verrebbe da dire, più che altro per mancanza di ascolto di se stesse. Da parte delle stesse donne. Sopraffatte da una cultura dominante che non le ha messe in condizione di conoscersi, e che il più delle volte colpevolizza le loro scelte. Una cultura edonista che mette in vetrina corpi e trascura sensazioni e sensibilità.

 

Che seduce e poi lascia abbandonate. Nemmeno più sedotte. Donne alla deriva potrebbe sembrare. Donne che però possono ancora affrontare il viaggio più importante, quello attorno alla sessualità, intesa come espressione di un potenziale fortemente sovversivo. L’amore. Innanzitutto verso di sé. E così in capitoli che scorrono come articoli, Alessandra Di Pietro ne ha raccolti tanti nella sua esperienza di giornalista, si analizzano i molti e possibili approcci al sesso. Tutti liberi e disincantati. Dalla masturbazione, all’amore di gruppo, dalla pornografia femminile e femminista, al sesso in gravidanza, dalle esperienze omosessuali, al sesso in età avanzata. E alla fine ci si rende conto che nel lungo viaggio verso una sessualità liberata, che non è ancora appannaggio di tutte le donne ma, come ci dice l’autrice di una minoranza colta ed economicamente emancipata,  l’universo femminile può riprendersi il coraggio e affrontare la sfida che i tempi stessi dettano. Attraverso la scelta di un piacere voluto e ricercato.

 

La donna diventa così, esploratrice delle mille combinazioni che i corpi, ma anche e soprattutto le persone, le donano. Senza nessun limite, se non quello che lei stessa si può dare. Il sapore dell’inchiesta attenta e documentata, filtra in ogni capoverso e, scorrendo le pagine, si è certi di una cosa: la solidarietà femminile è ancora un valore nel XXI secolo. Le donne possono creare alternative e recuperare le migliori energie che un mondo al maschile ha compresso. Ma, per amore di verità, qualcosa in alcune parti lascia meno entusiasti. L’insistenza nella ricerca del punto G, quasi il “vello d’oro” per le moderne argonaute del piacere. Un luogo sacro dal sapore “mistico” che innesta per chiunque lo voglia identificare con millimetrica precisione, una sottile ansia da prestazione. Anche se ci sarebbe molto da discutere, quando più moderne ricerche scientifiche, contestano l’esistenza del punto in questione. E poi, con onestà intellettuale l’autrice lo dichiara, il riferimento continuo e ribadito all’esperienza femminista. Come se questa possa ancora oggi essere parametro di identità di genere e soluzione alla problematicità del reale. La società liquida ci attraversa e rende ambiguo il valore stesso dell’essere umano. E, se è la persona a esser messa in discussione, bisogna indubbiamente affrettarsi a godere prima che tutti i confini vengano abbattuti.  
Brossura: 96 pagine
Editore: ADD Editore
Prezzo: € 6.00

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