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Sport e diritti. Premio Eddie Hamel a Geoges Alexandre, Kayak e Dewey Bozella, boxe

ROMA – Il 21 ottobre è il 109° anniversario della nascita di Eddie Hamel, calciatore americano che militò nell’Ajax di Amsterdam dal 1922 al 1930.

Fuoriclasse indiscusso, fu il primo di molti calciatori ebrei a giocare nel club olandese. Deportato ad Auschwitz-Birkenau dopo l’invasione tedesca dei Paesi Bassi, il campione fu assassinato dai nazisti nella “fabbrica della morte” il 30 aprile 1943. Il Premio Eddie Hamel, che ricorda quello straordinario sportivo vittima della Shoah, viene assegnato annualmente dal Gruppo EveryOne per riconoscere i meriti di atleti e personaggi impegnati, attraverso la tematica dello sport, per i diritti umani e contro il razzismo. E’ giunto alla quarta edizione. “Il nostro premio è solo simbolico,” spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dio EveryOne, ” ma è sempre stato accolto con entusiasmo da coloro che abbiamo premiato, dall’Inter di Moratti – sempre attenta ai valori dell’uguaglianza nello sport – al calciatore Rom Banel Nicolita e a quello sudafricano Matthew Booth, che ci ha scritto una splendida lettera dopo aver ricevuto il riconoscimento Quest’anno erano in lizza cinque candidati: il pugile Dewey Bozella, Georges Alexandre (kayak), Job Collins (presidente del SUFO e organizzatore di un torneo di calcio per migliorare la vita in Uganda), le associazioni “Never Again” e FARE, il regista tedesco Uwe Boll. Dopo la votazione della giuria internazionale, hanno vinto a pari merito Dewey Bozella e Georges Alegandre, a cui vanno, oltre al riconoscimento, i nostri complimenti per il loro coraggio e l’attenzione ai diritti delle minoranze”.  

 

Georges “Alex” Alexandre percorre il mondo a bordo del suo kayak per attirare l’attenzione delle istituzioni e dei media sulle tragedie umanitarie e le violazioni dei diritti umani, che spesso si svolgono nell’indifferenza generale. Attualmente sta compiendo la traversata dalla Tunisia a Bruxelles, per chiedere all’Unione europea di migliorare le politiche sull’immigrazione e in particolare le procedure di accoglienza o reinsediamento dei profughi da paesi in crisi umanitaria. Una delegazione di eurodeputati ha già confermato che riceverà lo sportivo-attivista per ascoltare le sue richieste. Dewey Bozella (52 anni), era una promessa della boxe, ma è stato costretto a scontare 26 anni di carcere per un delitto che non ha mai commesso. Riconosciuto innocente nel 2009, ha coronato il sogno giovanile di salire sul ring per un incontro di boxe professionistica, incontro che si è disputato sabato scorso, 15 ottobre 2011, e che ha visto Bozella vincere ai punti, sorprendendo sia gli appassionati che i tecnici della boxe, contro Larry Hopkins, atleta che ha 22 anni meno di lui. Dewey Bozella si impegna contro i pregiudizi e gli abusi giudiziari che spesso colpiscono cittadini che appartengono a minoranze sociali. “Non ho mai rinunciato al mio sogno,” ha dichiarato, “ma sono salito sul ring anche per dire al mondo che il sistema giudiziario dovrebbe essere più giusto. Se i magistrati sono giusti, allora chi è innocente vince”.

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