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Libia. Elezioni a breve. Gheddafi lascia un bottino di 200 miliardi di dollari

ROMA – Mentre si moltiplicano le ipotesi sulla dinamica della morte del Rais, l’attenzione è tutta rivolta verso il futuro del paese libico, dilaniato per mesi da una guerra civile. Entro otto mesi si potrebbe già andare alle urne, dopo che il consiglio nazionale incaricato formerà un governo ad interim e si dedicherà alla realizzazione di una nuova Costituzione. 

Almeno questo è quanto annunciato dal primo ministro libico e capo del Consiglio nazionale transitorio Mahmoud Jibril.

Per ora, la priorità, è quella di  rimuovere le armi dalle strade del Paese e di ripristinare la stabilità e l’ordine, ha detto Jibril partecipando al World Economic Forum in Giordania. “Le prime elezioni devono tenersi entro otto mesi, al massimo, per creare un congresso nazionale della Libia, una sorta di Parlameno – , ha detto Jibril.  – Questo congresso nazionale dovrà avere due compiti, quello di redigere una Costituzione, sulla quale faremo un referendum, e in secondo luogo quello di formare un governo ad interim che resterà in carica fino a quando si terranno le prime elezioni presidenziali”, ha spiegato il capo del Consiglio nazionale transitorio libico.

Da ricordare che attualmente il Consiglio nazionale dell’opposizione libica è composto da 30 membri e inizialmente non si era proposto come un governo ad interim, ma come un’espressione della Coalizione della rivoluzione del 17 febbraio e un interlocutore della comunità internazionale. Tra i rappresentanti che lo compongono vi sono varie forze anti-Gheddafi, ex membri del Comitato Generale Popolare della Libia e dell’Esercito passati con l’opposizione. È affiancato da un Consiglio militare che ha sede a Bengasi e di cui fanno parte 15 alti ufficiali delle Forze armate passati con gli insorti.

Altro mistero sono i soldi che Gheddafi avrebbe trasferito all’estero. Almeno 200 miliardi di dollari , che il rais avrebbe nascosto. Almeno questo scrive il Los Angeles Times. I sospetti erano partiti quando  l’amministrazione americana la scorsa primavera trovò con grande sorpresa 37 miliardi di dollari in conti bancari libici e investimenti negli Stati Uniti. Fecero quindi congelare subito i fondi prima che Gheddafi o i suoi alleati potessero spostarli, scrive il giornale. I governi di Italia, Francia e Germania presero poi il controllo di altri 30 miliardi. E indagini preliminari rivelarono che il rais aveva nascosto forse altri 30 miliardi in qualche altro Paese del mondo per un totale di quasi 100 miliardi di dollari. In seguito però gli investigatori Usa, autorità libiche ed europee stabilirono che il colonnello mandò altre decine di miliardi all’estero negli anni realizzando lucrosi investimenti in quasi ogni Paese, incluso il Medio Oriente e il sud-est asiatico. La maggior parte dei soldi era formalmente intestata a istituzioni pubbliche quali la Banca Centrale, la compagnia petrolifera nazionale ‘Noc’, l’Autorità per gli Investimenti: secondo gli esperti, tuttavia, Gheddafi e i membri della sua famiglia potevano accedervi in qualunque momento lo desiderassero.

Nel frattempo fonti mediche dell’ospedale militare del Cairo rivelano che Mubarak alla vista delle foto del cadavere di Muammar Gheddafi avrebbe avuto una vera e propria crisi isterica, tanto da richiedere l’intervento dei sanitari che gli hanno somministrato dei calmanti.
L’ex presidente egiziano che si trova ricoverato in Egitto avrebbe paura di fare la stessa fine. L’ex presidente dovrà rispondere a breve nel processo che lo vede imputato per aver ordinato di sparare contro i manifestanti a Piazza Tahrir.

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