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No Tav. Domani manifestazione. Vietato l’accesso agli intrusi

TORINO – Alla vigilia della manifestazione di domani del popolo No Tav, il prefetto di Torino, Di Pace, ha emesso un’ordinanza che vieta l’accesso alla zona intorno all’area del cantiere Tav.

Il divieto è in vigore già da stamane e riguarda tutte le strade che portano all’area di cantiere, che si estende su una superficie di 4,8 ettari nei territori dei Comuni di Chiomonte e Giaglione (TO). Proibito anche il passaggio sui sentieri da cui erano passati i dimostranti nelle manifestazioni precedenti. Il movimento No Tav ha chiesto la presenza di “osservatori neutrali” muniti di telecamere durante la manifestazione, “a tutela della sicurezza di tutti”.

Intanto contro la decisione delle forse dell’ordine la baita Clarea resterà presidiata dai No Tav, la costruzione sorta in prossimità delle recinzioni del futuro cantiere dell’alta velocità che è diventata il simbolo del movimento. Una ventina di militanti vi si è sistemata per passarvi la notte. La baita è inclusa nella zona interdetta al passaggio delle persone: un centinaio di attivisti ha cercato di accedervi percorrendo una delle strade, ma ha interrotto la marcia di fronte a un posto di blocco delle forze dell’ordine. Fonti No Tav affermano che due militanti (non della Valsusa) sono stati controllati mentre raggiungevano Giaglione in auto e poi bloccati e identificati perchè avevano delle cesoie nella vettura.

Era indubbio che dopo gli scontri del 15 ottobre scorso a Roma, qualcosa sarebbe cambiato anche nella manifestazione promossa dal Movimento No Tav che si batte da anni contro la realizzazione di questa imponente opera che non solo costerà un patrimonio in termini economici, specie in questi tempi di crisi, ma provocherà un danno incalcolabile a questo prezioso territorio. In previsione dell’evento di domani sono intervenuti diversi esponenti politici.
“Come ho sempre fatto in occasione di ogni manifestazione in Val di Susa, domani sarò a Giaglione alla manifestazione No Tav”, ha detto Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, che aggiunge: “La scelta dei Comitati No Tva della Val di Susa di costruire una manifestazione di popolo e pacifica, che tenga aperto il problema politico della Tav come opera illegale e dannosa, è una scelta totalmente condivisibile, da appoggiare pienamente. È la risposta intelligente e di popolo -prosegue Ferrero- a chi vuole criminalizzare la lotta che da oltre 20 anni va avanti in Valle per sconfiggere il movimento. L’unico modo per sviluppare un movimento di massa contro il neoliberismo e le grandi opere che servono solo a chi le costruisce è quello di parteciparvi in prima persona. Domani tutti a Giaglione, a mani nude, volto scoperto e a testa alta”.

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