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Delitto Olgiata, Winston condannato a 16 anni di carcere

E’ stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di reclusione Winston Manuel Reyes, il domestico accusato di aver ucciso la contessa Alberica Filo Della Torre all’Olgiata nel 1991.

La pena è stata inflitta dal gup Massimo Di Lauro che nel condannare il filippino ha dichiarato prescritto il reato di rapina, pur riconoscendolo come movente dell’omicidio volontario. Lo stesso giudice ha concesso allo straniero le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Il pm Maria Francesca Loy la scorsa udienza aveva sollecitato una condanna all’ergastolo. Il gup ha inoltre disposto che Winston paghi una provvisionale immediatamente esecutiva pari a trecento mila euro complessivi nei confronti del marito della contessa, Pietro Mattei e dei figli della nobildonna Manfredi e Domitilla (centomila euro ciascuno); nonché che paghi il risarcimento dei danni che dovrà essere quantificato in sede civile. I tre erano tutti presenti in aula, così come l’imputato. Nessun commento dai quattro.

L’uomo, ex domestico della contessa, fu arrestato il 29 marzo scorso all’esito dei primi risultati di una consulenza del Ris di Roma, che individuò una traccia di dna, del diametro di due centimetri, coincidente con quello di Winston sul lenzuolo usato per strangolare la Filo della Torre. Due giorni dopo, l’udienza di convalida e l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Francesco Patrone davanti al quale il filippino si è avvalso della facoltà di non rispondere. Poi la decisione, presa subito dopo, di parlare con il pm Loy, cui confessò il delitto. Nei precedenti venti anni Winston si era invece sempre dichiarato innocente benché indagato per il delitto. Omicidio volontario e rapina impropria, i reati contestati. Winston infatti venne indagato già all’epoca del delitto, insieme a Roberto Iacono, figlio della maestra che si prendeva cura dell’educazione dei figli della contessa. Mai arrestati, furono in seguito scagionati e l’indagine che li vedeva coinvolti fu poi archiviata.

I fatti risalgono alla mattina del 10 luglio del 1991 quando la contessa Alberica Filo della Torre, 42 anni, venne trovata morta. Il suo assassino, entra nella stanza da letto della donna della sua villa all’Olgiata, la picchia, poi la strangola e infine le infligge il colpo di grazia con uno zoccolo alla testa. L’inchiesta riprese vigore nel gennaio 2007 dopo un’istanza del marito della contessa, Pietro Mattei, con l’avvocato Giuseppe Marazzita, in cui si chiedeva di sottoporre al test del dna cinque reperti, tra cui i jeans di Winston e quelli di Iacono su cui vennero trovate tracce ematiche. Di qui il ritrovamento di tracce ematiche sul lenzuolo con cui fu strangolata la contessa, coincidenti con il dna del filippino. Poi la scoperta di intercettazioni telefoniche, mai sbobbinate, risalenti al settembre 1991 in cui l’ex domestico chiedeva ad un connazionale consigli su come rivendere dei gioielli, preziosi che, per l’accusa, sarebbero appartenenti alla contessa e rappresenterebbero il movente del delitto.

 

Soddisfazione a metà per i legali di Mattei

“Esprimo soddisfazione perché finalmente un giudice ha scritto una verità definitiva su questa tragica vicenda. Esprimo altresì stupore per una certa mitezza della condanna in buon parte dipesa dalla scelta del rito abbreviato. A tal proposito faccio notare la sproporzione tra i venti anni di sofferenza subiti dalla famiglia Mattei e i 16 anni inflitti all’imputato. Resta quindi molta amarezza per il fatto che le negligenze dei precedenti pubblici ministeri e investigatori hanno portato alla prescrizione del reato di rapina”. Così l’avvocato Giuseppe Marazzita legale di Pietro Mattei, il marito della contessa Alberica Filo Della Torre, commentando la condanna inflitta per l’uccisione della donna. Conclude poi Iacopo Squillante, legale dei figli della nobildonna: “Visto che molti giornali hanno screditato la figura della madre, qualsiasi somma arriverà a titolo di risarcimento i figli hanno deciso che sarà devoluta nella fondazione creata per svolgere attività benefiche”.

 

Mattei: “E’ la fine di un incubo”

“Finalmente è finito un incubo”. Così Pietro Mattei, marito della contessa Alberica Filo Della Torre uccisa il 10 luglio 1991, in merito alla condanna dell’ex domestico Winston Manuel Reyes a 16 anni di reclusione per l’omicidio della nobildonna. “Ci aspettavamo una condanna più severa – ha aggiunto – visto che noi abbiamo dovuto soffrire vent’anni prima di giungere a mettere la parola fine e uscire da un incubo”. Furono proprio le continue istanze dell’uomo a segnare diversa passi dell’inchiesta, giunta a soluzione negli ultimi anni grazie anche all’attività dei carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci.

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