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Quando la politica abdica, non resta che aspettare Godot

ROMA – Possiamo essere sicuri soltanto di una cosa: questo governo Monti serve solo alle Forze politiche italiane per prendere tempo in un momento in cui nessuno potrebbe riuscire a salvarci da sacrifici e rinunce. E’ come se avessimo affidato ad altri (Bce e Fmi) il compito di mettere il naso nei conti di Casa nostra al fine di non far sprofondare prima del tempo un sistema socioeconomico ormai in retta d’arrivo.

Il Pdl non avrebbe mai dato l’assenso (come probabilmente accadrà) se non avesse riflettuto sul fatto che nessun governo dimissionario ha finora vinto le elezioni successive; oltre al fatto che le divisioni si stanno ampliando e allargando a macchia d’olio. Il Pd ha capito da tempo (è uno dei principali testimonial di Monti) di non avere i numeri per governare, finendo per impazzire nel correre dietro ad un Terzo Polo (o per meglio dire, alla nuova “balena bianca” di Casini) che è in costante ascesa. La Lega si rifugia all’opposizione sperando di dare a bere agli italiani ed al suo elettorato in particolare, il fatto di non avere responsabilità (e quante ne ha invece!!) nel disastroso governo Berlusconi; ricomincia il teatrino con la riapertura del parlamento del Nord sotto la Presidenza di Maroni. Di Pietro e la sua Idv accordano invece a Monti la fiducia condizionata alla composizione della squadra di governo ed al programma che verrà presentato.

 

Chi si aspetta grosse sorprese rimarrà deluso. I giochi (ahimè) sono fatti. Inizieranno i tatticismi di colori i quali sperano e puntano alla conservazione dei privilegi acquisiti come casta in barba ai Cittadini italiani.  Ben difficilmente chi non si troverò d’accordo sulle “proposte” di volta in volta fatte potrà sortire un effetto in favore di ciò che pensa. Democraticamente Monti avrà mano libera per fare ciò che vorrà. Non parliamo di opposizione, sarebbe un’eresia. La vera opposizione potrebbe essere solo quella portata avanti dalle parti sociali, dai Cittadini e dalle Forze politiche che stanno fuori del Parlamento. In sostanza la differenza sta nel fatto che non guadagneranno i soliti noti (o per meglio dire il “solito noto”) ma rischiamo di perdere tutti. Questo perché la vera politica, quella responsabile delle proprie azioni, quella che si dovrebbe mettere in gioco, in realtà ha scelto l’ignavia, ovvero di stare “in panchina” ad osservare il gioco che ristagnerà a centrocampo. Daremo il tapiro d’oro a chi riuscirà a distinguere tra destra e sinistra, tra conservatori e progressisti, tra vecchi e… vecchi.  Ci sarebbe sempre quella “cosetta”, com’è che si chiama? Ah sì, patrimoniale!  Potrebbe risultare utile per tassare le rendite di quel famoso 10% di famiglie italiane che detengono la ricchezza del paese… Potremo smettere di giocare a fare la guerra risparmiando qualche miliardo… Potremo ancora far funzionare quell’ingegnoso sistema chiamato fisco facendolo funzionare come dovrebbe! Magari qualcuno potrebbe avere l’accortezza di non avventurarsi in spese per opere pubbliche inutili e dispendiose.  Ma questo forse significherebbe avere una collocazione politica ben precisa, e magari pure tacciabile di faziosità. Meglio sorvolare e non stuzzicare il can che dorme. Dopo anni di individualismo, di liberismo selvaggio, andare a proporre “cose di sinistra” sarebbe troppo. E se poi qualcuno pensasse che il Popolo ne potrebbe beneficiare prendendoci gusto, prendendo coscienza che attraverso una convinta partecipazione si potrebbero risolvere molte cose? No, no, meglio che il gioco ristagni a centrocampo. Aspettando Godot.

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