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Governo Monti: crisi interna e fiducia estera

ROMA – La votazione in Senato ha sancito la fiducia al governo Monti  con 281 voti favorevoli e 25 contrari. Niente di nuovo verrebbe da dire se si pensa alla festa popolare all’avvenuta  conclusione del governo Berlusconi, ma qualcosa nella giornata del nuovo esecutivo non quadra; e non quadra perché se da una parte  abbiamo la fiducia dei partiti nostrani e dei governi europei dall’altra si alza in modo evidente la protesta di una fetta della comunità che pare non si riconosca nel nuovo Governo.

Squilla il telefono di Mario Monti a parlare sono la Cancelliera tedesca, Merkel, ed il Presidente francese, Sarkozy, i due si congratulano con il Presidente del Consiglio sia per la sua nomina che per la determinazione ad intraprendere con urgenza ogni necessaria azione, assicurando il loro pieno sostegno.

I tre pare abbiano avuto un’approfondita chiacchierata sulla situazione economica e finanziaria dell’Eurozona, trovandosi d’accordo sulla necessità di accelerare l’attuazione delle misure, decise qualche settimana fa, in occasione del Vertice G20 di Cannes, quando a parlare per l’Italia era l’ex premier Berlusconi.

Intanto gli studenti lanciano uova, contestando sia Monti che alcuni dei ministri eletti, fra conflitti di interesse, politiche ambientali discutibili – visto l’esito dei referendum di qualche mese fa – e soprattutto un grande dubbio sull’immagine del neo capo del governo.
Lo scetticismo non è figlio dei soliti contestatori, questa volta si va ben oltre la solita scaramuccia partitica e dei suoi sostenitori, la causa vera di questa crisi interna nasce dal fatto che fra i nomi dei neo eletti ministri figurano coloro che hanno fatto e continuano ad essere parte integrante dell’entourage finanziario mondiale, investiti, nel caso italiano, di un ruolo così importante solo ed esclusivamente  per adottare le linee guida imposte dalla UE.

Per questo il diktat europeo fa si che un uomo dal curriculum come Monti rappresenti la “giusta” via di mezzo, sia sul fronte interno, i cittadini, sia su quello esterno, i rapporti diplomatici con gli altri paesi.
Ma questo passato ingombra pesantemente sulla stabilità del paese, già sul piede di guerra da mesi.
Ma chi è Mario Monti e da dove viene? Perché così piena fiducia nella sua figura?
Il punto di snodo per comprendere la contestazione da una parte e l’approvazione dall’altra ci viene data dalla società d’affari Goldman Sachs, sede a Jersey City e filiali in molte parti del mondo.
Questa annovera tra le sue fila personaggi come: Mario Draghi Gianni Letta, Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, MARIO MONTI, Lucas Papademos (neo presidente della Grecia!).
Numerosi i dibattiti all’interno delle sacche sociali, le quali convergono sulla inopportunità di questa nomina e sulla questione, meramente politica, del ritrovarsi ancora una volta esclusi nella Politica e nelle scelte utili per il Paese.
Dall’altra fa riscontro l’alta stima e fiducia che i governanti europei palesano per il primo ministro italiano, garante, secondo questi, di capacità e competenze fondamentali per riportare il paese Italia ai vertici che le competono.
Al di là del dibattito, il neo eletto Monti dovrà riuscire a condurre l’Italia fuori dalla crisi, il resto saranno solo chiacchiere da talk show e bar.

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