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Matteo Pegoraro spiega al pubblico americano la tragedia dei profughi nel Sinai

FIRENZE –  Sono le 23. Matteo Pegoraro, co-presidente del Gruppo EveryOne, ha appena terminato di rilasciare un’intervista alla radio di Washington DC “Voice of America”, sul dramma dei profughi del Sinai. 

Matteo ha spiegato al pubblico statunitense la tragedia dei profughi subsahariani nel nord del Sinai, con la straordinaria azione umanitaria che ha condotto alla liberazione di 611 prigionieri eritrei e che ha avuto contemporaneamente aspetti mediatici, politici, giuridici e di difesa dei diritti umani. Le molte domande dell’intervistatrice hanno consentito al co-presidente di EveryOne di illustrare le tappe attraverso cui l’organizzazione ha ottenuto un ruolo primario di consulenza per le Nazioni UNite, le istituzioni Ue, le Ong e il governo egiziano. L’attivista, solecitato dalla giornalista, ha inoltre ricordato come è nato il Gruppo EveryOne, con le sue strategie umanitarie innovative, la capacità di indagine, il continuo aggiornamento e monitoraggio dei luoghi in cui si svolgono le campagne. Matteo non ha dimenticato lo straordinario ruolo che hanno avuto l’attivista egiziano Hamdy Al-Azazy, la Ong Gandhi, l’ICER e tutte le Ong che lavorano per salvare le vite dei profughi nel Sinai.

 

Poche ore prima dell’intervista, altri rifugiati sono stati liberati, mentre circa 1000 beduini hanno accettato di essere addestrati da polizia, esercito e servizi segreti egiziani, per contrastare i traffici con efficacia. L’intervista per “Voice of America” ha portato negli USA gli ultimi aggiornamenti su un dramma che fino a poco tempo fa sembrava impossibile da risolvere. Eppure, grazie ai nuovi protocolli dell’attivismo nonviolento, l’impossibile diventa possibile, giorno dopo giorno. Come ha detto Matteo all’intervistatrice, ora anche il governo egiziano si avvale della consulenza del Gruppo EveryOne e della rete che lavora con l’organizzazione, per consentire sia alle forze dell’ordine, sia al contingente speciale beduino (anche questa realtà, un progetto fortemente inseguito da EveryOne, che non ha mai smesso di proporre e riproporre alle autorità egiziane) di perseguire i trafficanti, smantellare i loro covi, liberare i prigionieri e restituire civiltà e democrazia al Sinai.

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