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Sinai, EveryOne denuncia altri due trafficanti alle autorità egiziane e internazionali

ROMA –  Il Gruppo EveryOne riceve la segnalazione di un altro gruppo di eritrei prigionieri di una banda di trafficanti nel Sinai. L’informazione, proveniente dal fratello di uno dei prigionieri, specifica che i criminali chiedono 30 mila dollari di riscatto per condurre ciascuno dei rifugiati oltre il confine fra Egitto e Israele e che, per convincere i parenti a pagare la somma pretesa, i predoni sottopongono gli eritrei a violenze, torture e – nel caso delle ragazze – stupri.

E’ la terribile prassi del traffico di migranti africani. EveryOne ha fornito alle autorità egiziane, alle  Nazioni Unite e al Consiglio d’Europa due numeri di telefono dei sequestratori: un numero israeliano e uno egiziano. “Lavoriamo duramente per indagare sui traffici di esseri umani nel Sinai e per identificare i nomi, i numeri di telefono, l’ubicazione dei covi dei trafficanti,” hanno scritto Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau – co-presidenti dell’organizzazione umanitaria – alle autorità. “inoltre, i parenti dei profughi rapiti corrono grandi rischi per rivelarci informazioni legate al crimine organizzato del nord del Sinai. Ecco perché esigiamo dalle autorità la massima attenzione verso le giovani vite umane cui i trafficanti negano ogni diritto umano, la dignità, l’integrità fisica e psichica e spesso la stessa vita. Le autorità non devono esitare né sottovalutare i i singoli casi, ma agire tempestivamente, perseguire i criminali e liberare gli schiavi. Solo così il governatorato del nord del Sinai potrà diventare un luogo di pace, cività e democrazia. Attualmente, purtroppo, la regione è un vero inferno, nel quale a vita umana non ha più valore e gli assassini svolgono traffici caratterizzati da barbarie e orrore”.

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