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Tangenti Enav, spunta il nome di Alemanno. Il Campidoglio: “Accostamenti fuori luogo”

Il Pd romano chiede al sindaco di chiarire in fretta. I legali di Pugliesi: “Mai nessuno politico An nel suo ufficio”

 

ROMA – Spunta anche il nome di Gianni Alemanno nel caso tangenti Finmeccanica-Enav. O almeno, è quanto emerge dalle indiscrezioni sulle dichiarazioni del “pentito” Tommaso Di Lernia, che agli inquirenti ha raccontato che Raffaello Rizzo (braccio destro dell’ad di Enav Guido Pugliesi) “favoriva anche le imprese che erogavano finanziamenti alla frangia romana di An riconducibile al sindaco Alemanno”. L’ad Pugliesi è finito sabato scorso agli arresti domiciliari con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti in relazione a 200mila euro che l’imprenditore Tommaso Di Lernia ha consegnato il 2 febbraio 2010 al segretario amministrativo dell’Udc, Giuseppe Naro.

La notizia ha subito fatto il giro della Capitale. L’attacco più pesante è arrivato dal Partito Democratico romano, firmato dal segretario Marco Miccoli. Sostanzialmente il leader capitolino chiede al sindaco di “chiarire al più presto la questione delle tangenti Enav in cui anche oggi viene pesantemente coinvolto”.

“Non bastava lo scandalo Parentopoli – afferma Miccoli – l’arresto per camorra del suo collaboratore Giorgio Magliocca, le inchieste sul suo delegato all’Expo, Franco Maria Orsi, la condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione per violenza su minori a don Ruggero Conti, suo consulente alla famiglia nella campagna elettorale. E poi la strana rete che collegava Stefano Andrini, da Alemanno nominato amministratore delegato di una importante societa’ dell’Ama di Franco Panzironi, con Gennaro Mokbel. Passando per scandali e scandaletti, fino ad arrivare alla richiesta di condanna per bancarotta fraudolenta al suo nuovo spin doctor Luigi Crespi. Ci sembra evidente che il Campidoglio targato Alemanno e’ al centro di una nuova questione morale. Il sindaco per ora tace e fugge dalle sue responsabilità, che sono quelle di chiarire di fronte ai romani tutte queste oscure vicende”.

Per il momento, il sindaco Alemanno non ha rilasciato dichiarazioni sull’accaduto durante le sue uscite pubbliche. Dal Campidoglio, tuttavia, è arrivata una nota a firma del suo portavoce, Simone Turbolente. “E’ decisamente fuori luogo accostare il nome del sindaco di Roma a una vicenda dove già appare evidente la sua totale estraneità. Confidiamo nel lavoro della magistratura affinché venga fatta al più presto chiarezza. Ci auguriamo che nel frattempo non si sollevi il solito polverone fatto di penose strumentalizzazioni politiche”.

A “scagionare” i politici e in particolare Alemanno (parlando di rappresentanti di An), nel corso della giornata è stato l’ad di Enav, Guido Pugliesi, attraverso i suoi legali. “In relazione alle dichiarazioni del signor Tommaso Di Lernia riportate sulla stampa secondo le quali nell’ufficio dell’amministratore delegato di Enav Guido Pugliesi si svolgevano incontri con politici o rappresentanti di ogni partito e in particolare di An, si smentisce categoricamente – spiega nella nota il penalista – tale ricostruzione in quanto eventuali incontri con autorità politiche sono sempre avvenuti nelle opportune sedi istituzionali e quindi non presso gli uffici della società”. Insomma, lo scandalo Enav rischia di diventare un terremoto politico di proporzioni imprevedibili.

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