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De Luca lascia il “segno”: un logo di Salerno da 200mila euro firmato Vignelli . E’ polemica

SALERNO – È stato presentato al Teatro Verdi di Salerno, davanti ad una platea di centinaia di giovani e le principali autorità locali, il logo della città di Salerno, creato da Massimo Vignelli, uno dei maggiori esperti di graphic design a livello internazionale.

Una esse stilizzata che “contiene in sé l’elemento del mare, del tramonto, del sole, dell’orizzonte, del cielo e, se si guarda bene, si può scorgere al suo interno anche un delfino e un ippocampo”, ha dichiarato il designer. Un brand però che ha innescato discussioni in sala e sul web per l’eccessivo costo sostenuto dal Comune (200mila euro) e la banalità, secondo alcuni, del logo stesso. Una banalità, secondo altri, firmata Vignelli e, quindi, banalità d’autore.

“Il logo di Salerno creato da Vignelli sarà il tratto distintivo che caratterizzerà la città e gli eventi che in essa avranno luogo, fino a diventarne il segno identificativo a livello internazionale”, ha spiegato il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Il primo cittadino, forte di un consenso popolare alle spalle, ha più volte ribadito la sua volontà di portare avanti un ambizioso piano di trasformazione della città, imponente soprattutto in termini di budget. “La fama di Salerno a livello mondiale mi ha indotto a tentare un esperimento mai provato, che si è sviluppato attraverso la realizzazione di una nuova identità visiva: da una parte la comunicazione più strettamente istituzionale con un logo municipale riservato agli atti ed ai documenti di natura amministrativa; dall’altra un “brand” capace di fare riconoscere immediatamente Salerno in tutto il mondo” ha spiegato Vignelli alla presentazione.

“Massimo Vignelli ci ha spiegato le ragioni per cui ha scelto di curare il progetto di una nuova identità visiva per il Comune di Salerno e ha ribadito che qualunque comunicazione efficace presuppone l’esistenza di contenuti reali. Il nulla, insomma, è difficile da “comunicare” anche per una personalità come Vignelli”, sostiene De Luca, che sottolinea la necessità per la città di puntare  sull’eccellenza: “l’unica carta che ha l’Italia per non essere cancellata dalla scena mondiale. Per quanto riguarda la nostra realtà, noi puntiamo sempre più in alto e speriamo, grazie al nostro lavoro, di eguagliare le città di Cannes, Edimburgo e Salisburgo che sono i nostri riferimenti. Da qui a un anno e mezzo realizzeremo una città basata sull’accoglienza e sul turismo culturale”.

I piani ambiziosi di De Luca hanno trasformato la città di Salerno in un cantiere a cielo aperto. Ai lavori per la mastodontica cittadella giudiziaria progettata da David Chipperfield, la lungo Irno e in ultimo la Piazza della Libertà si aggiungono anche le spese sostenute per l’evento Luci d’artista, una serie di luminarie esposte in tutta la città per l’intero periodo natalizio e, secondo quanto sostenuto da Roberto Celano, consigliere comunale all’opposizione, “costate ai contribuenti salernitani circa 5 milioni di euro (contro i solo 2 milioni di euro spesi da Torino e Milano)”.

Ma se ci si sposta per un attimo dal centro alla periferia ci si accorge che delle luci d’artista si sentono soltanto le voci e del famoso logo di Salerno, firmato Vignelli, se ne può fare anche a meno. La crisi economica ha indebolito molte famiglie salernitane, già al collasso a causa degli aumenti continui della Tarsu, elettricità, gas, acqua e benzina. Ed è il comparto trasporti pubblici a subire ancora di più la sferzata. Il Cstp, il consorzio dei trasporti pubblici salernitani di proprietà anche del Comune di Salerno, ha più volte nel corso di quest’anno paralizzato i pendolari con scioperi ripetuti per diversi giorni consecutivi, a causa di retribuzioni non versate e licenziamenti annunciati. Il tutto rientrato con rincari di biglietti e abbonamenti. L’azienda nonostante 35 prepensionamenti ha 150 lavoratori in esubero. Il presidente del Cstp, Mario Santocchio, ha proposto “un ricorso temporaneo al part time per tutti i dipendenti dell’azienda, compresi quindi i dirigenti, per abbattere il costo del personale del 17% circa”. Per ora non ci sono soldi per pagare tutti gli stipendi e si attendono le risorse del fondo regionale per il trasporto, ancora non arrivate.

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