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Fornero incassa il plauso sulle pensioni. Intanto a Termini Imerese la Fiat manda a casa 1600 lavoratori

ROMA – Tutto bene e tutti contenti. Con la sola eccezione dei lavoratori della Fiat di Termini Imerese che da oggi chiuderà i battenti spedendo in cassa integrazione circa 1600 lavoratori dell’indotto.

Intervenuta in videoconference all’assemblea Nazionale della CNA, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ribadisce i criteri già a suo tempo esposti dal Premier Monti: rigore, equità e crescita.  Ormai con questo slogan si cerca di risolvere ogni cosa. L’economista Torinese parla soprattutto di “Riforma pensionistica largamente già fatta, con alcuni elementi che potranno essere accelerati”. Di fatto conferma che il governo si muoverà nel solco delle indicazioni date a suo tempo dalla Bce e dal governo Berlusconi. Forse non molti, specialmente tra i politici, hanno ben chiara cosa sta accadendo. Bersani plaude il “bel” discorso del ministro Fornero, probabilmente dimenticandosi di quello che sta accadendo in Sicilia.  E’ ancora il ministro del Lavoro a riprendere però la spinosa questione, tranquillizzando tutti sul fatto che il governo farà la sua parte. Come? In che modo? I lavoratori saranno da oggi fino al 31 dicembre in cassa integrazione! Quali risposte verranno date a queste persone? 

 

L’offerta del governo in questo caso rappresentato dalla Fornero è vaga e lo si evince dalle sue stesse parole: “Nel pieno rispetto dell’autonomia delle parti, il governo è disponibile a offrire il suo contributo costruttivo, se richiesto, alla soluzione della vicenda”.  Ci chiediamo se sia possibile e accettabile che si parli in questi termini. Il governo non è una “cosa” avulsa dalla “questione Fiat”!  “Se richiesto??” Ma siamo “fuori” noi o dovrebbe rappresentare l’Elemento super partes che semmai stabilisce, o aiuta fattivamente a stabilire, le “regole” entro le quali si muovono le dinamiche in seno al mondo del Lavoro?  Lo stesso Ministro ha affermato che “in questa vicenda la parte più debole è costituita dai lavoratori”.  Questa riflessione (scontata!) non può che raccogliere il nostro consenso, ma da questo a rendere fattiva una proposta sembra ci sia molta strada ancora da fare.  Perché il Sig.Marchionne non è stato “sensibilizzato” proprio in virtù di quanto la stessa Fornero ha dichiarato? Se i lavoratori sono l’anello più debole ci deve pur essere un motivo!  Si chiudono fabbriche e aziende senza proporre alternative praticabili?  Quali sono gli “ammortizzatori sociali” ai quali si intende ricorrere per far sì che migliaia di lavoratori non vengano abbandonati al loro destino?  Sarà bene ricordare che i posti di lavoro da “salvare” in questo periodo (si parla addirittura di una settimana) sono oltre 13.600. A quelli di Termini Imerese dobbiamo infatti aggiungere i 600 della Whirlpool, i 700 della Adelchi, i 2100 della Merloni, i 1500 della Agile, i 7127 della Ansaldo Ferroviaria e di altri indotti frammentati e sparsi in tutto il paese. 
E con questo “clima” si parla solo di disponibilità e non di piani concreti atti a stabilire EQUITA’ reale e non solo verbale?? Ci auguriamo che l’applauso di Bersani sia solo indirizzato ad una parte di ciò che il ministro Fornero ha detto, ma che siano le stesse forze politiche ad incalzare lo stesso governo per far sì che anche per queste migliaia di lavoratori (e conseguentemente di Famiglie) possa esserci un Natale meno buio di quello che si va dipingendo.

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