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Lettera al Ministro del Lavoro Fornero. Alle belle parole sulla sicurezza sul lavoro ci vogliono i fatti

Caro Ministro del Welfare Elsa Fornero, Lei intervenendo in videoconferenza all’assemblea della Cna,  ha detto, che  Il tema della sicurezza sul lavoro  “sarà centrale nel lavoro del Governo e nel suo impegno personale”.

Mi fa piacere questa Sua dichiarazione, ma vorrei metterla al corrente, casomai qualcuno al Ministero del Welfare non l’avesse già fatto, che sull’Italia pende una pesante procedura d’infrazione, per violazione di alcuni punti della direttiva europea quadro 89/391/CEE sulla sicurezza sul lavoro, e i punti contestati sono 6:

deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega e subdelega, violazione dell’obbligo di disporre di una valutazione dei rischi per la sicurezza e salute durante il lavoro per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, proroga dei termini impartiti per la redazione del documento di valutazione dei rischi per le nuove imprese o per modifiche sostanziali apportate ad imprese esistenti, posticipazione dell’obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro, posticipazione dell’applicazione della legislazione in materia di protezione della salute e sicurezza sul lavoro per le persone appartenenti a delle cooperative sociali e a delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, proroga del termine per completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto esistenti in data del 9 Aprile 1994.

Cara Fornero, spero che ci sia discontinuità con il passato Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che ha stravolto il testo unico per la sicurezza sul lavoro, con il Dlgs 106/09: dimezzando le sanzioni ai datori di lavoro, dirigenti preposti, sostituendo in alcuni casi l’arresto con l’ammenda, introducendo la salvamanger, ecc….
Se  vuole dare un messaggio importante (al di la delle belle parole, poi ci vogliono i fatti), inizi ad ammettere che l’ex Governo Berlusconi ha fatto un grande errore a stravolgere il testo unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08): questa procedura d’infrazione contro l’Italia ne è la logica conseguenza.
Inoltre, proponga un decreto che modifica il testo unico per la sicurezza sul lavoro, perlomeno nei punti contestati dalla Commissione Europea, invece di difendere davanti alla Commissione Europea il Dlgs 106/09 dell’ex Governo Berlusconi.
Voglio infine ricordare al Ministro Fornero, che Il 19 Ottobre, il Ministero del Lavoro, tramite Lorenzo Fantini, responsabile della direzione generale delle Relazioni industriali e dei rapporti di lavoro, Divisioni III e VI, ha detto in un intervista rilasciata all’Inail:

che è è stato “un errore mettere in mora L’Italia”
Come firmatario della denuncia, che ha permesso l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia, voglio dire a scanso di equivochi, che non c’è nessun errore.
Questa messa in mora della Commissione Europea è frutto della politica sbagliata in materia di sicurezza sul lavoro dell’ex Governo Berlusconi, che ha stravolto il testo unico per la sicurezza sul lavoro, non stando neanche attento a rispettare le direttive europee.
Ogni giorno in Italia, nei luoghi di lavoro 3/4 lavoratori persono la vita (a volte sono anche di più), nell’indifferenza generale, e a parte le solite frasi di circostanza, di fatti neanche l’ombra.
Un paese che si definisce civile, non può permettersi tutte queste morti sul lavoro.
Nell’attesa di una Sua risposta, Le porgo i più cordiali saluti.

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

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