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Violenza sulle donne: un sordo grido di dolore

ROMA – La violenza sulle donne è una piaga dolorosa che non ha epoca né confini, ferisce in modo indiscriminato paesi e nazioni industrializzati o in via di sviluppo. E’ una ferita profonda che non conosce differenze socio-culturali e colpisce indistintamente tutte le classi sociali. Paura e solitudine, sono gli elementi che accomunano le donne del pianeta, vittime di violenza.

Paura e solitudine sono anche il combustibile che alimenta i meccanismi malati di chi esercita violenza di genere.  I dati statistici non lascino scampo e rappresentano uno scenario drammatico, in Italia sono sette milioni le donne vittime di violenza, una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni è stata colpita nella sua vita dell’aggressività di un uomo e nel 63% dei casi, alla violenza hanno assistito i figli. Violenza domestica, abusi sessuali, stupro, con  gravi danni psicologici oltre che fisici, fino ad arrivare all’omicidio.
A questa situazione drammatica si aggiunge che in molti casi la violenza, soprattutto se domestica, non viene neanche denunciata, nascosta nelle pagine di diario o tra le pieghe del proprio animo, come un grido sordo di dolore.
All’urlo delle donne hanno risposto con fermezza e coraggio altre donne. A partire dagli anni settanta, il movimento delle donne e il femminismo in occidente hanno iniziato a mobilitarsi contro la violenza di genere, sia per quanto riguarda lo stupro e la violenza sessuale in senso stretto, sia per quanto riguarda il maltrattamento e la violenza domestica in senso lato. Già in quegli anni le donne di vari paesi crearono i primi Centri antiviolenza e le Case delle donne per ospitare quelle che avevano subito qualche forma di violenza e che potevano trovare accoglienza, assistenza e protezione nelle case rifugio gestite dalle associazioni di donne. In Italia i primi Centri antiviolenza sono nati alla fine degli anni novanta ad opera di associazioni femminili provenienti dal movimento delle donne, tra cui la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e la Casa delle donne maltrattate di Milano. Ad oggi sono diverse le organizzazioni che aiutano le donne sui vari tipi di violenza domestica, quella silenziosa ed occulta che avviene fra le mura domestiche. Attualmente i Centri antiviolenza in Italia si sono riuniti nella Rete nazionale dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne. Nel 2008 è nata una federazione nazionale che riunisce 58 Centri antiviolenza in tutto il Paese dal nome “D.i.Re: Donne in Rete contro la violenza alle donne”.
Un lavoro straordinario, quello che fanno le donne, per aiutare le altre donne, una rete di supporto psicologico in grado di spezzare la catena di omertà,paura e solitudine, per ridare alla donne il coraggio di lottare e la speranza di vivere.

La Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne nell’art.1, descrive la violenza contro le donne come «Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata».

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