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Delitto in Burundi – arrestati gli assassini del volontario italiano e della suora croata

BURUNDI – Sono state arrestate dalle forze dell’ordine le due persone ritenute responsabili dell’uccisione nel Burundi del volontario italiano Francesco Bazzani, della suora croata Lukrecija Mamic e del ferimento della suora originaria del bresciano Carla Brianza. Si tratterebbe di uno studente e di uno sbandato trovati in possesso della refurtiva.

L’arresto dei due malviventi è stato confermato dal Governatore della provincia burundese dello Ngozi, Claude Nahayo, il quale parlando al telefono con un cronista della France Presse ha con certezza ribadito la cattura degli autori di questo orribile ed efferato delitto, aggiungendo che i due sono stati anche trovati in possesso di circa 4mila euro rubati nel convento. Inoltre uno dei due sarebbe  stato ferito ad una gamba nello scontro a fuoco con la polizia.

Un evento che lascia davvero sgomenti proprio perché vittime di questo efferato delitto sono persone che testimoniano una generosità che troppo spesso viene fatta oggetto invece delle peggiori violenze.

Dalla ricostruzione della dinamica del tragico episodio, avvenuto ieri in tarda serata, sembrerebbe che i due malviventi abbiano fatto irruzione con armi da fuoco nella casa delle suore Ancelle della Carità. Il fatto ha comportato il ferimento grave di una suora bresciana, suor Carla Brianza, colpita addirittura con un machete, che le avrebbe amputato alcune dita, durante il suo coraggioso tentativo di difendersi con un fucile che uno dei malviventi le aveva puntato addosso. La religiosa si trova attualmente nell’ospedale di Kiremba dove è stata tempestivamente sottoposta ad un intervento chirurgico. Al momento le sue condizioni seppur gravi  sembrerebbero stabili.

Nell’attacco hanno invece perso la vita la suora croata Lukrecija Mamic  e il cooperante italiano, Francescio Bazzani che, come riferisce una nota del Ministero degli Esteri, sarebbe stato dapprima sequestrato insieme a suor Carla e successivamente brutalmente ucciso. Le vittime lavoravano all’ospedale di Kiremba, finanziato dalla diocesi di Brescia, dove Francesco Bazzani, 59 anni originario del veronese, si occupava essenzialmente del settore amministrativo dell’ospedale.  Bazzani era arrivato nel  gennaio del 2010  in Burundi, come volontario dell’associazione per la cooperazione missionaria Ascom.  Aveva trasferito qui la sua residenza ed era divenuto addirittura cittadino del Burundi.  Una persona appassionata del suo lavoro,  da quanto si apprende, impegnato nei problemi dell’Africa, soprattutto quelli relativi alla condizione della donna e alle sfide per migliorare la salute delle popolazioni locali. Il volontario era stato chiamato nella casa delle suore ieri sera per riparare un apparente guasto elettrico, in realtà la linea era stata infatti interrotta dai due rapinatori. Questi non appena scoperti, impauriti, hanno aperto il fuoco contro suor Lucrecija e costretto poi suor Carla Brianza e Francesco Bazzani a seguirli. Da qui poi il tragico epilogo.  Mentre Suor Carla afferrando il fucile è riuscita comunque a salvarsi,  Francesco Bazzani è stato ucciso a bruciapelo. Questo è quanto si evince dal racconto di alcuni missionari.

Attualmente è in corso un’inchiesta, secondo il Governatore Nahayo, si tratterebbe di semplice banditismo, secondo altre fonti potrebbe invece trattarsi dell’azione dimostrativa di un nuovo gruppo, il Fronte di Liberazione del Sud del paese, che avrebbe scelto di colpire dei bianchi per farsi conoscere.

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