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Siria. Violati i diritti umani. bambini stuprati e torturati. Sanzioni severe per Damasco

ROMA – Dopo le ultime notizie che riguardano il regime in Siria il Consiglio diritti umani dell’Onu, l’Unione europea e anche la Lega araba si preparano a varare un pacchetto di misure  restrittive contro Damasco.

Le notizie che arrivano da Damasco sono raccapriccianti. Il governo finge con il suo popolo, attribuisce violenze a banda di terroristi filo israeliani. Intanto la carneficina, le minacce, le violenze inaudite contro  i civili inermi e indifesi, come i bambini,  gli anziani  e le donne continuano. La Siria forte della sua ricchezza petrolifera fa orecchie da mercante, nonostante i solleciti dagli Stati Uniti e dall’Europa al suo presidente Bashar al Assad. E la repressione militare, sempre più incisiva, non smette di colpire  i centri della rivolta, senza esclusioni di sorta.  Arrivano notizie drammatiche da quello che ormai è diventato un fronte di guerra. Bambini torturati e violentati dai militari governativi,  donne stuprate e poi uccise.

Testimonianze riferiscono di ordini di sparare per uccidere, della presenza di cecchini, mentre diversi disertori hanno assistito all’uccisione di commilitoni che rifiutavano di eseguire gli ordini. Altri disertori hanno raccontato di aver ricevuto l’ordine di sparare senza preavviso. Un totale di 256 bambini e minori sarebbero stati uccisi dal 9 novembre, afferma il rapporto delle Nazioni Unite che riferisce anche il caso di una bambina di due anni uccisa a Al Ladhiqiyah, in agosto, da un ufficiale per  evitare che da grande diventasse una manifestante. La tortura, anche letale, è stata inflitta a civili sospettati di simpatizzare con la protesta, senza tenere conto del loro genere o età, ha detto Pinheiro. «Anche i bambini sono stati torturati, alcuni fino alla morte», si legge nel rapporto che riferisce testimonianze di uomini che hanno affermato di aver subito stupri anali con manganelli e di aver assistito a stupri di ragazzini.

Insomma un bagno di sangue innocente. Dal canto suo Damasco mette in moto una macchina poco credibile della propaganda, organizza conferenze stampa in cui mostra filmati di corpi straziati e mutilati da terroristi non meglio precisati, ai quali addossa la colpa per giustificare la risposta militare in corso. Ma le immagini risultano essere video montati ad hoc.
La verità atroce ancora ufficiosa rimane quella del numero approssimativo dei morti civili, almeno 4mila, caduti per mano del regime guidato da Bashar al Assad, il presidente accusato per   crimini di guerra, inclusi uccisione, tortura, stupro o altre forme di violenza sessuale di paragonabile gravità;  prigionia o altre gravi forme di privazione della libertà, sparizioni forzate e altri atti inumani della stessa natura. Episodi che  hanno avuto luogo in diversi luoghi del Paese dal marzo 2011.

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