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Indigenti a discrezione

ROMA – Piove a Roma e la città sprofonda nel panico. Parto alle 8 e 30 con Makaro e Aman, alla ricerca di un “medico Stp”. Un semplice dottore generico che possa prescrivere visite specialistiche ai richiedenti asilo minorenni. Un semplice dottore irrintracciabile, un medico di famiglia per chi la famiglia non ce l’ha, un dott. per chi al posto del codice fiscale ha un pezzettino di carta con un seriale denominato Stp.

L’unità dipartimentale di riferimento ci avvisa che nella zona non ci sono più dottori che offrono questo servizio, ci spostiamo nell’unità più vicina, ma incontriamo un cuore di ghiaccio. Un uomo che non intende ricevere i ragazzi, non li vuole visitare perché fuori dal loro territorio di appartenenza. Lo dice chiaramente: “dovete fare riferimento soltanto alla vostra unità, se lì non c’è nessuno che vi possa aiutare allora andate a farvi visitare a pagamento, come fanno gli italiani”. Parlo con la direzione, spiego che essere assistiti è un loro diritto e così vengono visitati, ma il medico non vuole prescrivere nulla. “Questi ragazzi per me non sono indigenti, è una mia valutazione, perciò devono pagare senza alcuna esenzione”. Gli mostro il documento che prova la loro indigenza e lui: “Poi lei cosa vuole, cosa ci sta a fare qui? I ragazzi non hanno bisogno di lei”. Spiego che ho la delega del tutore e che l’esenzione x01 è un loro diritto. Minaccio di tornare in amministrazione. Lui si pettina la frangia alla Sgarbi e ancora: “E’ a discrezione del medico, per me non sono indigenti. Sono come noi italiani. Potete andare via”. Poi arriva un signore della Direzione e media, mi invita a farmi prescrivere le visite senza esenzioni, spiegandomi che poi in fase di prenotazione, presentando gli stessi documenti, i ragazzi sarebbero stati esentati. Dicendo ai ragazzi, spaventati, che non tutti i dottori italiani sono uguali. Usciamo, prendiamo un cappuccino, ho le lacrime di rabbia agli occhi e e Makaro mi fa: “Nessun problema, il passato è passato. Non pensare a quello che è successo poco fa. E’ finito. Guarda avanti. Dimentica: è per la salute”.

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