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MILANO –  Il Gruppo EveryOne aderisce senza eccezioni all’appello promosso dalla Consulta Rom e Sinti di Milano (qui sotto, il comunicato stampa) riguardo alla necessità di fermare gli sgomberi e di cancellare le leggi etniche bocciate dal Consiglio di stato.

Riguardo alle proposte focalizzate sulle politiche future su Rom e Sinti a Milano, EveryOne aderisce solo se se si chiederanno programmi efficaci e investimento trasparente dei fondi destinati all’inclusione del popolo Rom, con progetti in linea con le buone pratiche europee. I fondi dovranno essere usati in primo luogo per fronteggiare le emergenze abitative, professionali, scolastiche, sociali, sanitarie. Nessun fondo destinato all’integrazione, in una simile situazione umanitaria, dovrà essere speso per corsi, stipendi o per  le tante “conferenze sui Rom” e “iniziative culturali sui Rom” oppure per i tanti “dossier di fine anno” nonché pubblicazioni patinate. Ci sono fondi appositi per queste iniziative. Poi esiste il volontariato (anche docente) ed esistono strutture pubbliche e private per i meeting. E’ questo che dobbiamo pretendere, non il passaggio delle risorse da mani inadeguate ad altre mani. Dovrà essere dimostrata la finalizzazione di ogni centesimo destinato all’integrazione, con un organismo di controllo al di sopra delle parti e documentazione a disposizione delle ong e del pubblico.

Comunicato stampa della Consulta Rom e Sinti di Milano

Presidio delle comunità rom e sinte di Milano per chiedere al sindaco di Milano:
una moratoria agli sgomberi per il periodo invernale;
ridiscutere la politica comunale dopo la sentenza che ha dichiarato illegittima la politica emergenziale dal 2008 in poi.
Un appello alla città

Giovedì 1 dicembre dalle ore 16.30 la Consulta Rom e Sinti di Milano organizza un presidio davanti a palazzo Marino perché ritiene urgente un confronto con l’amministrazione per affrontare due emergenze.
1. La penosa esperienza dei 450 sgomberi di De Corato con famiglie sgomberate 7, 8, 9, 10 volte  e che sono ancora qui a tirare avanti, con lavori di qualunque tipo, mandando i figli a scuola, in una situazione di degrado sempre più grave ha insegnato che questa politica è inutile, costosa e soprattutto crudele. La tutela della legalità non può cancellare la tutela dei diritti fondamentali della persona. Quindi legalità sì ma anche rispetto delle direttive che impediscono sgomberi senza assistenza e soluzioni alternative; legalità sì, ma anche riguardo alla responsabilità del sindaco per la salute dei cittadini. Per questo la Consulta rinnova l’appello al sindaco di Milano, condiviso anche da altre associazioni, per una moratoria degli sgomberi per l’inverno e una deroga perché nei ricoveri comunali si accolgano le famiglie senza dividerle.

2. La sentenza del Consiglio di Stato del 16. 11. ha dichiarato illegittimo lo stato di “emergenza rom” e di conseguenza tutti i successivi atti commissariali”. Questa sentenza ripristina il rispetto della Costituzione italiana a partire dall’uguaglianza di fronte alla legge e nel contempo rende possibile una stagione diversa per le comunità rom e sinte. Molte sono però le ferite della politica dell’odio e della discriminazione che dovranno essere sanate anche con le opportune azioni legali, chiedendo conto di quanto fatto per esempio con un regolamento prefettizio che espelleva intere famiglie applicando la retroattività della pena, il principio  nazista della responsabilità collettiva e non personale, oltre a norme abbiette come quelle che impedivano persino di ricevere la propria madre nel proprio container.
Di conseguenza la consulta chiede la sospensione di ogni azione che fa riferimento al “piano Maroni” e un incontro urgente con l’amministrazione comunale per ridiscutere tutta la politica nei confronti dei Rom e dei Sinti di Milano.

Insieme con queste richieste rivolgiamo un appello alle forze politiche e sociali, alle associazioni del privato sociale, ai cittadini milanesi che condividono queste ragioni perché portino la loro adesione in tutte le forme che ritengano possibili. Solidarietà alle comunità rom e sinte della nostra città perché si avvii un percorso positivo fondato sull’incontro e sul riconoscimento del diritto dei rom di partecipare responsabilmente alle scelte che li riguardano.

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