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Processo “Valle del Sacco”: Tempi lunghi per punire i responsabili

La Rete per la Tutela della Valle del Sacco e l’Unione Giovani Indipendenti di Colleferro si associano alle rimostranze dei propri legali per il rinvio della prima udienza dibattimentale del processo “Valle del Sacco”

ROMA – “Pur comprendendo le difficoltà strutturali dei tribunali e rispettando l’alacre lavoro dei magistrati in condizioni spesso inidonee, non riteniamo ammissibile il rinvio di quasi un anno, al 9 ottobre 2012, di un processo di rilevanza esemplare per la Valle del Sacco e anche nazionale, qualora venissero accertate le pesanti responsabilità di un gravissimo inquinamento di origine industriale già adombrato nelle interrogazioni parlamentari degli anni Novanta e riconosciuto solo alla metà dello scorso decennio, mentre non risulta ancora emerso in piena luce il quadro epidemiologico della contaminazione da beta-HCH nella popolazione.” E’ quanto sostiene Retuvasa, la Rete per la tutela della Valle del Sacco.

In questo senso, giustamente il legale della Rete, dell’associazione Codici e di Ugi, Vittorina Teofilatto, parla di “sconfitta della giustizia” e di negazione di quella “corsia preferenziale” che dovrebbe essere assicurata a un procedimento di tale portata reale e simbolica. Il prolungamento dei tempi della giustizia non è compensato dalla pur utile fissazione di una seduta intermedia nel maggio 2012 per calendarizzare l’intero processo.
“Tale dilazionamento – precisa Retuvasa –  è una sconfitta anche per le amministrazioni provinciali di Roma e Frosinone e dei Comuni ammessi come parte civile, che invitiamo ad unirsi al nostro dissenso. Cogliamo l’occasione anche per rimarcare l’importanza della costituzione nel processo del Ministero dell’Ambiente, sul filo di lana dell’udienza del 26 novembre 2011, e stigmatizzare al contrario l’assenza della Regione Lazio. I cittadini della Valle del Sacco – continua la nota –  hanno bisogno in tempi non biblici di certezze e di risposte chiare sulla reale e non virtuale punibilità dei responsabili del furto della loro salute, della loro terra, della qualità dei loro prodotti agricoli. Nonché sullo stato della bonifica e del risanamento del territorio, che hanno segnato passi in avanti – a spese della collettività e non dei responsabili dell’inquinamento – ma sono ancora lungi dalla conclusione.

A tale riguardo, mette conto menzionare la mozione promossa dai consiglieri comunali di minoranza di Colleferro per facilitare in ogni modo l’accesso agli atti da parte della cittadinanza e impegnare l’Amministrazione alla pubblicazione sul sito del Comune degli aggiornamenti relativi alla bonifica del Sito di Interesse Nazionale più esteso d’Italia.”

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