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11 Dicembre. Mobilitazione nazionale. Le donne tornano in piazza: “Se non ora, quando?” IL VIDEO

ROMA – Domenica 11 dicembre le donne di SNOQ tornano in piazza.  A Roma l’appuntamento è in piazza del Popolo ma ci saranno molte iniziative in tante altre città della penisola.

Il perché  è scritto a chiare lettere nel manifesto redatto in occasione della giornata: si vuole contraddistinguere questa stagione politica con la caratteristica forza femminile, contare sulla scena pubblica, far capire che senza le donne non c’è crescita, che l’uscita dalla crisi passa attraverso il lavoro e il welfare per le donne, per questo serve una democrazia paritaria e una nuova rappresentazione della donna nei media.
Lo slogan della giornata sarà “Se non le donne chi?”. Piazza del Popolo alle 14 vedrà salire sul palco donne del calibro di: Emma, Erica Mou, Paola Turci, Marina Rei e l’Orchestra Europa Musica.
Le donne, ad oggi, non possono rimanere ai margini se si vuole ridare all’Italia la dignità persa, per ridarle credibilità, nel mondo, in Europa. Ci sono dei passaggi necessari per restare in Europa e lavorare per un  concreto e netto governo politico.
Soprattutto le donne non possono mancare per una politica che sia radicata alle necessità vere di donne e uomini. Democrazia vuol dire donne e uomini insieme al governo, capaci di far parlare le loro vite diverse.E anche così dovranno essere democratiche le aziende, le banche, le istituzioni, le fondazioni, le università.
La lettera scritta da Se non ora quando? Recita quanto segue:
Adesso, attenti: una donna un voto. Quando  chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia, né per ideologia, ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50% di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini, non è un fine, ma solo un mezzo per rendere il paese più vivibile ed equilibrato, più onesto, più vero.
I partiti indifferenti perderanno il nostro voto.

(..) Voi uomini, che ci siete stati amici, che ci avete seguiti nelle piazze del 13 Febbraio, credetelo: la nostra forza è anche la vostra. E’ per un bene comune che stiamo lottando. Un Paese senza la voce delle donne è un paese che va a finir male, verso una società triste e lenta, ingiusta, immobile, volgare e bugiarda.
Bisogni e desideri delle donne possono già essere un buon programma di governo. Sappiamo più degli uomini quanto oggi sia difficile vivere, difficile lavorare, mettere al mondo figli, educare, difficile essere giovani, difficile essere vecchi. Le nostre competenze non le abbiamo guadagnate solo sui libri, ma anche dalla faticosa e spesso terribile bellezza della vita delle donne.
La nostra storia ci insegna che non serve lamentarsi. Non ci basta più quella specie di società equilibrista e funambola che abbiamo inventato, in completa assenza dello Stato, per poter vivere decentemente e far vivere decentemente.
La società civile è più donne che uomini.
E’ ora di cambiare, cittadine!

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