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ROMA –  Dopo aver letto le dichiarazioni contro l’esclusione sociale e la persecuzione dei Rom in Italia da parte del ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, durante il workshop “Rom e e Sinti, verso il piano nazionale”, non pochi degli amici di EveryOne si sono chiesti: “Possibile che siamo diventati ‘Europa’ solo in due settimane?”

Magari! Quante volte abbiamo sentito i politici indignarsi per la condizione dei Rom in Italia, salvo poi limitarsi a tali dichiarazioni pubbliche e non fare nulla per cambiare le cose. Partiti di destra a parte, basti pensare alle amministrazioni locali di centro-sinistra, dove si attuano sgomberi e operazioni anti-Rom a un ritmo frenetico e contemporaneamente si tengono workshop e conferenze contro la discriminazione di Rom e Sinti. In tali meeting si assiste all’indecoroso spettacolo di un sindaco o di un assessore che tuona contro le politiche di rifiuto di Rom e Sinti, salvo poi, già a partire dal giorno successivo, mettere in atto, con particolare accanimento, le stesse politiche intolleranti. Noi abbiamo provato tante volte a sollecitare i vertici del Pd – per esempio – affinché stigmatizzassero le politiche razziste nelle regioni e nei comuni di centro-sinistra. Nessuna risposta (e qualche risposta arrogantissima, stile “il lupo e l’agnello”), nonostante i Radicali abbiano sempre cercato di “contagiare” la tolleranza al centro-sinista di cui attualmente sono parte… Tuttavia vogliamo essere ottimisti e anche se ci pare che non vi siano ragioni per cantare vittoria, ci auguriamo che il frangente in cui la politica è stata superata dall’esigenza di un “governo tecnico” possa rappresentare un passo verso il progetto di una società italiana tollerante e capace di sconfiggere la discriminazione attraverso programmi seri ed efficaci, non contaminati da interessi particolari né da barriere etniche. Se politica e società civile cominciassero a lavorare insieme, unendo le proprie forze migliori, in quel momento usciremmo da uno stallo che dura da decenni e compiremmo il primo passo verso la parità sociale.

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