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ROMA – Nel romanzo di Amara Lakhous Divorzio all’islamica a viale Marconi (edizioni e/o; 2005; pag. 285 euro 16), un gruppo di immigrati musulmani stanno preparando un attentato terroristico a Viale Marconi.

I servizi segreti italiani decidono di scoprire gli organizzatori grazie ad una spia: Christian Mazzari. Christian è un giovane siciliano figlio di immigrati algerini che parla perfettamente l’arabo. Abbandonati  i suoi abiti quotidiani e diventa Issa, immigrato algerino in cerca di lavoro e di un posto letto. Viale Marconi si trasforma nella sua casa, dove impara a convivere con dei giovani immigrati musulmani. L’incontro con Sofia donna velata moglie dell’architetto-pizzaiolo Said, detto Felice, guida il lettore nel suo mondo. La giovane ci racconta le difficoltà  del matrimonio islamico, il suo desiderio di indipendenza che si manifesta  facendo la parrucchiera di nascosto. Quella di Lakhous è una grande capacità mimetica, in grado di immedesimarsi in lingue diverse e in livelli linguistici diversi; questa mescolanza si incarna in Said laureato in lingue orientali, che continua la sua opera di spionaggio proprio attraverso questo mimetismo che è prima di tutto linguistico . Commedia e tragedia si mescolano, in un mondo dove le civiltà si scontrano e i pregiudizi non riescono a sopravvivere. Ancor più mette in primo piano le contraddizioni della società italiana, i tanti luoghi comuni e pregiudizi sugli emigrati. Amara Lakhous ci fa riflettere con la sua divertente e lucida narrazione, con una scrittura leggera, con molta ironia, a volte con sarcasmo, con un umorismo amaro più che dissacrante. L’intreccio è appassionante ma il finale a sorpresa spiazza il lettore costringendolo a rileggere con occhi nuovi il romanzo.

Amara Lakhous è nato ad Algeri nel 1970 e vive a Roma dal 1995. Laureato in filosofia all’Università di Algeri e in antropologia culturale alla Sapienza di Roma, in questa stessa università ha conseguito il suo dottorato di ricerca con una tesi dal titolo “Vivere l’Islam in condizione di minoranza. Il caso della prima generazione degli immigrati musulmani arabi in Italia”. Nel 1999 ha pubblicato il suo primo romanzo, Le cimici e il pirata (Arlem editore) in versione bilingue arabo/italiano, e nel 2003 ha pubblicato in Algeria il secondo romanzo in arabo, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda, successivamente riscritto in italiano con il titolo Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio (Edizioni E/O 2006).

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