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ROMA – Roma e Juve conquistano un punto a testa che non smuove particolarmente la classifica. Chance persa per i bianconeri di andare in vetta solitaria ma, con la Roma di ieri sera, può anche essere vista come un punto guadagnato.

Partita dai due volti. Da una parte, le squadre si sono mostrate molto propositive dimostrando una gran voglia di vincere; dall’altra è stata la sagra dell’errore, veramente troppi.
Forse la tensione ha giocato un brutto scherzo, sta di fatto che la palla andava nei piedi dell’avversario sempre per errore dell’altro. Non si contano i passaggi sbagliati e, anche in occasione dei due goal, sono stati proprio due grossolani defaillance a permettere prima a De Rossi  (papera di Vidal che cicca clamorosamente) e poi a Chiellini (lasciato solo in mezzo all’area con Stekelenburg che va a vuoto) di siglare l’1-1.
Senza contare l’errore dal dischetto che Totti si fa neutralizzare da Buffon e tanti altri ancora.
Nonostante tutto è stata una partita vera, vibrante e ricca di emozioni, nulla a che vedere però con Real Madrid-Barcellona, ma ci mancherebbe altro.

Luis Enrique, per una sera abbandona il possesso palla (volontà del mister o incapacità di esercitarlo da parte dei suoi uomini?) per un maggior pragmatismo che porta ad avere Totti e Osvaldo in più occasioni vicino al goal. Per questa settimana il tecnico spagnolo può tirare un sospiro di sollievo e lavorare con un po’ più di calma.
Sicuramente non gli avrà fatto piacere l’uscita di Osvaldo che invece di accomodarsi in panchina – sostituito al posto di Borriello negli ultimi sei minuti – e stare vicino ai suoi compagni, ha preferito andare direttamente negli spogliatoi. Un caratterino che già gli aveva procurato una sospensione, comminata dalla società giallorossa, la settimana scorsa per uno ‘screzio’ avuto con il suo compagno Lamela.

La Juve, come la Roma, fa e disfa da sola. Combina ottime giocate riuscendo a mettere gli uomini davanti al portiere – vedi Marchisio, Vidal, Giaccherini, Pepe ed Estigarribia – ma che poi fallisce ogni volta. Procura il rigore, ma Buffon è bravo a negare la soddisfazione del ‘pupone’ amico. Regala letteralmente il goal del vantaggio ed è brava a recuperare sfiorando più volte la vittoria.

Insomma è stata la partita dei fatti e misfatti, croce e delizia. Una contraddizione che caratterizza un po’ tutto il calcio nostrano.

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