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ROMA – Ammonta a 15 morti e 8 feriti il bilancio dell’incidente stradale che lunedì ha visto implicato uno scuolabus nella contea di Fengxian, nella provincia orientale del Jiangsu. Lo ha riferito Zhang Bin, vice-capo del governo locale, spiegando come, 16 degli studenti, persa conoscenza, sono stati ricoverati d’urgenza e rianimati nei due maggiori ospedali della zona.

Erano le 17:50 ora locale; il pulmino con 29 bambini a bordo, stava facendo il giro delle abitazioni per prelevare gli altri scolari, quando improvvisamente l’autista ha effettuato una brusca sterzata nel tentativo di evitare la collisione con un veicolo a pedali. Il bus è finito inevitabilmente in un fosso al margine della strada. Otto bambini sono morti sul colpo, gli altri sono deceduti in seguito al ricovero nelle strutture ospedaliere vicine, mentre il conducente è stato trattenuto dalla polizia per ulteriori indagini.

I funzionari locali hanno tenuto a precisare che la vettura, di produzione della Shaolin Auto Co., Ltd e facente capo alla scuola elementare della città di Shouxiang, non era stata sottoposta ad un sovraccarico.

Intanto, sempre nella giornata di lunedì, un altro scuolabus con 59 studenti a bordo è stato preso in pieno da un autocarro pesante, nella città di Foshan, provincia del Guangdong. 37 i feriti, come dichiarato martedì dalle autorità del posto, di cui 7 in condizioni gravi. Il pulmino e i camionisti sono stati messi sotto osservazione dalle forze dell’ordine, per accertamenti.

Ironia della sorte, gli incidenti di lunedì sono giunti ad un giorno di distanza dall’inizio di una campagna di sicurezza sugli scuolabus, lanciata dal Consiglio di Stato cinese in seguito all’ondata di proteste che il mese scorso ha fatto seguito all’ormai nota sciagura avvenuta nel Gansu. Proprio il 16 novembre, il paese è stato scosso da un altro incidente stradale nel quale sono decedute 19 persone, tra cui 17 bambini in età prescolare. Nell’occhio del ciclone, ancora una volta l’autobus di una scuola -secondo le autorità- in regola, ma con a bordo 64 passeggeri contro i 9 per i quali era in realtà omologato.

Date le modalità dell’incidente, la stampa locale non ha concesso sconti, mentre il tam tam sul web ha riversato fiumi d’inchiostro sui giornali.

“Leggendo di questa tragedia orribile, mi sento come se ogni cosa avesse perso colore e sapore. Su questo territorio di riti, la morte della nostra gente ormai non suscita nessuna compassione. In migliaia e migliaia di anni, è sempre stato così” ha commentato un netizen sul portale 163, a pochi giorni dall’accaduto. “Perché solamente gli asili di campagna hanno simili primati mondiali di sovraccarico? Proviamo a metterci nei panni di tali scuole: questo asilo conta oltre 750 iscritti, nelle zone rurali poi non si possono adoperare autobus troppo grandi (in quanto le strade sono strette e risulterebbe difficoltoso girare). Se si usasse un modello di furgone da nove passeggeri, per ogni viaggio, oltre all’autista e ad una maestra, si potrebbero trasportare solo 7 bambini. Per riuscire a far arrivare tutti gli studenti a scuola prima delle 9, e tenendo presente che ogni giorno si possono fare non più di quattro viaggi, un bus potrebbe trasportare appena 28 bambini al giorno. Fate un po’ i conti, per portare 750 persone quanti mezzi sarebbero necessarie? 28! Quale asilo potrebbe essere così ricco da poterseli permettere? E comunque, i soldi ricavati dal trasporto andrebbero tutti alle aziende petrolifere statali. Salviamo i bambini di campagna!”

Intanto il premier cinese, Wen Jiabao, ha esortato le amministrazioni governative ad assumere “rapidamente” norme di sicurezza al fine di migliorare gli standard dei trasporti scolastici, scriveva questa mattina il Global Times. Ma, probabilmente, le parole del Primo Ministro non basteranno a smorzare il malcontento sociale che, ormai da mesi, infiamma la rete.

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