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ROMA –  La Commissione Europea ha chiesto all’Italia – nell’àmbito di un programma europeo – di elaborare una strategia nazionale di integrazione Rom. 

L’Ufficio che è stato scelto per mettere in atto tale strategia in Italia è L’UNAR. Il Gruppo EveryOne è favorevole all’attuazione di una campagna continentale, che possa affrontare contemporaneamente la sfida della lotta al razzismo e dell’integrazione: risale a sei anni fa la prima mozione per un programma di politiche europee che l’organizzazione umanitaria propose al Parlamento dell’Ue e allo stesso periodo la presentazione, insieme ad altre Ong, dello Statuto Quadro del Popolo Rom nell’Unione europea. La scelta dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), tuttavia, non può trovarci d’accordo. L’UNAR è un organismo istituzionale che ha svolto finora un lavoro apprezzabile, nel campo della lotta al razzismo in Italia, senza tuttavia – e come potrebbe essere altrimenti? – affrontare il nodo del fenomeno, che riguarda proprio la discriminazione istituzionale delle minoranze etniche e razziali. Con il dovuto rispetto per le funzioni dell’UNAR, la Commissione europea ha commesso un errore affidando una grande sfida di civiltà a un ufficio governativo, quando è ormai evidente la necessità di opporre alle politiche di alcuni governi – fra cui quello italiano – nuove linee guida, basate su quanto prevedono le Carte internazionali per i diritti umani. Non è razionale chiedere al gatto di accudire il canarino e ci sembra che la decisione della Commissione ricalchi di fatto la solita politica europea che pone la diplomazia in primo piano rispetto ai valori civili e umanitari. Una politica che non ha scontentato i governi, ma non ha prodotto alcun risultato negli anni, se non quello di sprecare tanti fondi. Tuttavia queste sono le decisioni della Commissione ed è utile da parte di tutti noi impegnarci per monitorare – e guidare – azioni e investimenti per l’integrazione, cercando di evitare che le risorse destinate al popolo Rom svaniscano senza produrre risultati concreti, se non lo specchietto per le allodole di qualche micro-progetto, corsi (che potrebbero essere messi in atto con il volontariato), conferenze e iniziative culturali (che non dovrebbero intaccare fondi sociali Ue).

Dal sito dell’UNAR:

“Secondo quanto previsto dal D.P.C.M 11 dicembre 2003 inerente la costituzione e l’organizzazione interna dell’UNAR, l’Ufficio per l’attuazione dei propri compiti si avvale di un contingente composto da personale appartenente ai ruoli della Presidenza del Consiglio e di altre amministrazioni pubbliche, nonché di esperti anche estranei alla P.A., dotati di elevata professionalità nelle materie giuridiche, nonché nei settori della lotta alle discriminazioni, dell’assistenza materiale e psicologica ai soggetti in condizioni disagiate , del recupero sociale, dei servizi di pubblica utilità, della comunicazione sociale e dell’analisi delle politiche pubbliche”.

Riguardo alle organizzazioni consulenti dell’UNAR, esse vengono scelte dallo stesso Ufficio. Come è faclle immaginare, le organizzazioni che hanno denunciato senza mezzi termini e senza compromessi le politiche istituzionali nei confronti della comunità Rom in Italia, sono viste dall’apparato governativo come fumo negli occhi. Nonostante i numerosi contatti e le segnalazioni di casi di discriminazione e persecuzione razziale verso il popolo Rom, il Gruppo EveryOne non ha mai ricevuto alcun riscontro da parte dell’UNAR. E’ a nostro avviso importante tenere presente questa realtà, in vista delle campagne future per i diritti di Rom e Sinti, soprattutto quelli che non hanno alcun supporto e si spostano, braccati dalle autorità, da un riparo di fortuna all’altro, ricevendo una vera e propria persecuzione legale, politica e mediatica, persecuzione che si concreta – purtroppo – in provvedimenti ingiusti, atti di ostilità verbale, ma anche aggressioni come quella avvenuta sabato scorso a Torino.

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