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Il giallo dei milioni a Radio radicale

ROMA – Sulle agenzie e su alcuni giornali, quelli che solitamente vengono definiti dai benpensanti ‘autorevoli’, come ‘La Stampa’, ‘l’Unità’, ‘Il Sole24ore’ ecc., nei giorni che precedono le feste natalizie, il 23 e il 24 dicembre per esattezza, è stata pubblicata la notizia dell’approvazione del decreto legge mille-proroghe che comprende la proroga accordata dallo Stato a Radio Radicale per tutto il 2012.

Interessante è vedere il modo in cui una notizia del genere, che dovrebbe apparire in modo neutro, viene trattata dalle diverse testate giornalistiche: una vera lezione di ‘civiltà’ comunicativa.
Naturalmente si perdonano le Agenzie, che non hanno certo il dovere di approfondire le notizie, mentre non vanno invece perdonati quei giornali che hanno manipolato talmente questa notizia fino a farla addirittura sparire: un vero gioco da prestidigitatori.

Pensando alle dita dei giornalisti che scrivono ‘artisticamente’ queste notizie sino a renderle irriconoscibili, viene da pensare al racconto di Kafka ‘Una relazione per un’accademia’, dove il protagonista del romanzo se la prende con “uno dei diecimila fanfaroni che straparlano di me sui giornali …” al quale  “… bisognerebbe far saltare ogni singolo ditino della mano con cui scrive.”
Anche in questo caso la storia si ripete e le dita di alcuni giornalisti, manovrate dai fili invisibili tirati dai loro padroni, scrivono fantasiosamente le loro ‘verità’, o mezze verità, per accecare i lettori.
‘Il Sole24ore’ liquida questa notizia con due righe “Prorogata la convenzione con Radio Radicale – Il Milleproroghe, proroga per tutto il 2012 la convenzione fra lo Stato e Radio Radicale”.
‘La Stampa’ è già più loquace e di righe ne scrive cinque, pubblicando anche l’ammontare della proroga : “Anche stavolta Radio Radicale riesce ad acchiappare i finanziamenti che le sono necessari. Stavolta il «poche-proroghe» concede per il 2012 sette milioni di euro, presi dai fondi (certo non abbondanti) disponibili a sostegno dell’editoria. Scelta che solleva le proteste di Franco Siddi, segretario della Fnsi”.

Finalmente ‘l’Unità’ esprime un giudizio mordace e nell’articolo Roberto Monteforte scrive: “Bel regalo per Natale a Radio Radicale. Viene confermata la convenzione con lo Stato ed anche lo stanziamento di oltre sette milioni di euro”. E pubblica anche le parole di protesta del segretario del Fnsi Franco Siddi: “Il ripristino dei fondi a Radio Radicale non sia a scapito degli obblighi verso la carta stampata, il cui fondo è stato ingiustamente impoverito mentre è indispensabile che sia al più presto ripristinato.(…) Se esiste un problema di recupero di Radio Radicale non può passare su una legislazione destinata al sostegno della carta stampata già oltremodo mortificata e con oggi molte testate a rischio moria e centinaia di posti di lavoro in bilico. Non si può applicare il principio vita tua, mors mea. Si trovino per Radio Radicale conclude vie giuste e non improprie”.
Come si può vedere nell’informare i lettori di questo fatto vi è una vera e propria escalation, una intensificazione di senso che, nonostante nessuno neghi esplicitamente l’accadimento, porta il lettore più vicino o più lontano dalla verità: una specie di matrioska dove ciò che appare come un contenuto, nascondendo un altro contenuto, si rivela un involucro vuoto.
Ma i guai cominciano con un altro giornale che stravolge persino gli accadimenti presentati dagli altri organi di stampa: su ‘Affaritaliani-Media Tech’, l’appendice web di ‘Libero’, troviamo sconfermata la notizia della proroga inserita del Dl che favorirebbe Radio radicale: “Nel decreto ‘pocheproroghe’, approvato dal Cdm non è stata inserita la norma che avrebbe dovuto destinare 7 milioni di euro a ‘Radio Radicale’. Appena ieri Pannella aveva rivolto un appello al “presidente del Consiglio e ai singoli ministri” perché, con un “soprassalto di decenza”, confermassero la convenzione a Radio Radicale.”

E a questo punto il giallo si infittisce anche perché, a quanto ci è dato sapere finora, su ‘Notizie Radicali’ il fatto della proroga (alias sette milioni a Radio Radicale) non è stato né confermato né smentito.
Quindi non rimane che attendere fiduciosi fino a che, forse, qualcuno del Partito Radicale – magari la Bonino che è molto amica di Monti e, secondo una lista che elenca i ‘colleghi’ italiani del Gruppo Bildeberg, anche sua socia o ex socia, ci illumini.

Clicca per vedere i nomi ei cognomi dei soci italiani e la carica che ricoprivano al momento della partecipazione alla lobby.

Articolo che smentirebbe la proroga accordata a Radio Radicale

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