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Riforma catastale. Verso una legge delega

ROMA – Tra gli interventi per la manovra finanziaria, allo studio del Governo Monti, un aumento dei parametri di valutazione degli estimi catastali. Si tratta di una vera rivoluzione del metodo di stima, si passerà infatti alla determinazione del valore di un immobile non più in base ai vani ma ai metri quadri.

Lo scopo principale rimane quello di far cassa, ma in questo caso anche quello di aggiornare i dati dell’immenso archivio edilizio italiano, adeguandone i valori di mercato. (Nel 2006 la gestione Prodi aveva tentato di avviare la modifica del sistema catastale ma a causa della rapida fine della legislatura il progetto era naufragato insieme al Governo).
“Il ministero dell’Economia vuole andare avanti nella riforma del catasto perché le attuali rendite, su cui si basa in larga parte la tassazione immobiliare, non sono più congrue rispetto ai valori di mercato – così dal Ministero del Tesoro -. Per favorire una maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili catastali e conseguire una perequazione effettiva tra i diversi territori urbani è necessario porre in essere una riforma del sistema estimativo del catasto edilizio urbano. L’obiettivo è assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione”.

Un’enorme e complessa operazione che sarà avviata quanto prima, con l’obiettivo di arrivare in tempi rapidi ad una legge delega. Il governo potrà contare sul lavoro preparatorio già svolto dall’Agenzia del Territorio, secondo l’ultimo studio effettuato sugli “Immobili in Italia 2011”, infatti, “per le abitazioni il valore corrente di mercato è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile a fini ICI, calcolata sul totale delle abitazioni di proprietà delle persone fisiche; il medesimo rapporto, calcolato per i soli contribuenti Irpef, oscilla tra il 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 delle altre abitazioni”. A questo si aggiunge il fatto che i canoni di locazione sono mediamente superiori di 6,46 volte le rendite catastali.

Il nuovo sistema catastale in arrivo contemplerà oltre alla rendita (reddito medio ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene) anche il valore patrimoniale del bene.  Partendo da questo principio sarà totalmente rivista la classificazione degli immobili e sostituito il vecchio sistema basato su categorie e classi. La nuova classificazione sarà costruita su un sistema statistico che metta in relazione il valore o il reddito del bene, con la localizzazione e le caratteristiche edilizie. In questo senso quindi l’obiettivo principale diventa favorire una maggiore giustizia nella determinazione delle basi imponibili catastali ed evitare le sperequazioni tra i diversi territori urbani.

Attualmente, la differenza dal valore di mercato tende ad essere tanto maggiore quanto maggiore è il valore della ricchezza posseduta. Nel parere di scrive questo provvedimento sembra l’unico che si avvale di un principio di equità, si spera perciò che su questo argomento la programmazione del governo parta in tempi brevi.

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