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MILANO – Fino al 12 febbraio 2012 sarà possibile visitare ‘Da Bacon ai Beatles’ la mostra organizzata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, con la curatela di Chiara Gatti e Michele Tavola.

 

La mostra ripercorre la storia di una ricerca figurativa che, a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento, prese le mosse dalla lezione di Giacometti, di Bacon e di altri grandi maestri dell’epoca. Celebrata a suo tempo dalla grande mostra ‘New Images of man’ allestita nel 1959 al Moma di New York, tale ricerca si distinse per esiti molto diversi rispetto ai modi di un certo realismo d’ispirazione sociale, mescolando suggestioni di natura espressionista con linguaggi spesso in bilico fra informale e pop.

 

Riflesso di una nuova situazione esistenziale dell’uomo e insieme di un clima fervido di cambiamenti, come quello dei favolosi anni sessanta, il percorso mira a rievocare l’atmosfera di allora attraverso un nucleo di 70 opere, fra sculture e dipinti, spesso di grandi dimensioni, prestate da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, da ammirare – per l’occasione – armati di cuffie e con un sottofondo musicale in tema con la rivoluzione sonora che si attuò contemporaneamente a quella estetica.

 

Idealmente compreso fra un antefatto storico legato ai primi studi sulla figura compiuti da Giacometti e il 1968, data di rottura che inaugura un ciclo socio-culturale completamente nuovo, il percorso della mostra analizza dunque le ricerche degli autori che spartirono con i maestri storici, fra cui Bacon, ma anche Dubuffet, Appel o Cesàr, un’analoga attenzione per la stratificazione ottica della realtà: strati di memorie che, nelle opere esposte, si sommano e sovrappongono, e in cui si accavallano – a volte con ritmo serrato – visioni, luoghi, oggetti e corpi.

 

In questo contesto emerge anche l’idea del ‘racconto’, ovvero della relazione interna fra le immagini, quasi a evocare una situazione narrativa ed emotiva raccolta da esponenti di tendenze differenti e attivi in ogni angolo d’Europa. A partire dall’Inghilterra di Hamilton, Hockney, Blake; quest’ultimo autore qui della celebre copertina di ‘Sgt. Pepper’s’, realizzata su suggerimento di Paul McCartney e vincitrice del Premio Grammy per la miglior copertina da album nel 1968 (acquisita per l’occasione dalla Permanente nelle sue collezioni). E poi, dalla Francia di Errò, Arroyo o Samuel Buri, ma con un occhio di riguardo per la storia italiana, da Schifano ad Adami, da Romagnoni a Baj.

 

Da non perdere infine, un esemplare della serie di stampe ‘Swinging London’ di Richard Hamilton, ispirata all’arresto del mercante Robert Fraser insieme a Mick Jagger per possesso di droga. Hamilton legò altre volte il suo nome alla scena musicale dell’epoca per l’amicizia con Paul McCartney e la realizzazione della copertina del ‘White Album’ dei Beatles pubblicato nel novembre del 1968.

 

La colonna sonora

Se gli anni Cinquanta segnano una rivoluzione nell’arte figurativa, tanto da far parlare la critica di New Image e Nouvelle Figuration, sia nel nuovo che nel vecchio mondo scoppia anche una grande rivoluzione sonora che scorre parallela a quella visiva.

Il percorso espositivo dunque  accompagnato, grazie alle audioguide ideate da Storyville, da suggestioni musicali mixate a commenti sulle opere esposte, in un viaggio compreso tra gli esordi di Elvis Presley, che nel 1954 registrava i suoi primi brani per la Sun Records, e l’uscita di ‘Let it be’, l’ultimo album dei Beatles, che si scioglievano nel 1970.

 

orari di apertura:

da martedì a venerdì 10.00-13.00 e 14.30-18.30;

sabato, domenica e festivi 10.00-18.30;

chiuso tutti i lunedì, il 24, 25, 26 e 31 dicembre 2011, 1 gennaio 2012

 

biglietto di ingresso: € 6 intero; € 4 ridotto – audioguida inclusa

informazioni: tel. 02 6551445

Sede: Palazzo della Permanente, via Filippo Turati 34 Milano

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