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ROMA – La legge contro i “migranti irregolari” approvata dal parlamento israeliano costituisce una delle più gravi violazioni istituzionali, perpetrate nell’àmbito dei paesi civili, della Convenzione di Ginevra e delle principali carte sui diritti dell’uomo.

L’emendamento alla legge del 1954 aggrava i termini di trattamento dei migranti e dei rifugiati subsahariani che entrano in Israele, anche quando fuggono da crisi umanitarie. La legge consente alle autorità di arrestare e incarcerare migranti e profughi senza alcun processo, per un periodo di detenzione fino a tre anni. Nessuna garanzia sarà concessa ai migranti detenuti: neanche la possibilità di incontrare l’Alto Commissario per i Rifugiati. La norma colpisce con una severità che non ha uguali nella storia delle nazioni democratiche anche i difensori dei diritti umani, che si prodigano per assistere i migranti e i rifugiati. Tale attività umanitaria sarà infatti colpita con pene fino a 15 anni di carcere. Il Gruppo EveryOne, che dopo la discussione presso la Knesset, avvenuta lo scorso anno, di una mozione riguardante i profughi subsahariani in Israele, elaborata dalla stessa organizzazione (discussione che induceva a credere in un miglioramento delle politiche sui profughi), ha inviato una lettera di protesta nei confronti delle istituzioni israeliane che hanno approvato il provvedimento. EveryOne chiede che i più alti organismi giuridici e statali attestino con urgenza l’incostituzionalità della legge e la cancellino.

 

La denuncia del Gruppo EveryOne è stata inoltre trasmessa alle Nazioni Unite e alle istituzioni dell’Unione europea che tutelano i diritti umani. “Le autorità politiche israeliane sembrano insensibili di fronte all’evidenza che i rifugiati somigliano ai profughi ebrei dall’Europa durante e dopo le persecuzioni naziste,” hanno commentato i co-presidenti di EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “E i difensori dei diritti umani, che assistono i migranti, sono uguali ai ‘Giusti fra le Nazioni’ che salvarono tanti ebrei dai campi di sterminio. Come può Israele perseguitare i primi e colpire i secondi con pene fino a 15 anni di carcere? Mai avremmo pensato a una simile legge in Israele. La nostra amica Tamara Deuel, sopravvissuta alla Shoah, ci diceva sempre che i semi del male germogliano ovunque e bisogna essere pronti e vigili per opporsi con fede, ragione, umanità e coraggio a queste cattive piante… Siamo davvero attoniti, addolorati, amareggiati. Oggi, a Tel Aviv, tanti attivisti, fra cui nostri cari amici, hanno manifestato pacificamente contro la legge e sono stati arrestati dalle forze dell’ordine. Riguardo a tale repressione dei difensori dei diritti umani, il nostro gruppo ha allertato lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani e l’organizzazione FrontLine, che difende gli attivisti nel mondo”.

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