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ROMA –  E’ in stato di fermo il comandante della Concordia, Francesco Schettino. Lo ha confermato il procuratore di Grosseto, che lo sta interrogando da ore. I Vigili del fuoco hanno recuperato la scatola nera della nave. L’apparecchio che registra le manovre e le comunicazioni per la navigazione è stato trovato dai soccorritori durante l’ispezione della parte emersa della nave e portata a terra.

 

Nave Costa. Punti oscuri sulle cause. Parla il comandante

ROMA – “Stavamo navigando sotto costa, lungo una rotta turistica quando la nave ha urtato su un fianco una roccia che non era segnalata sulla carta nautica, che in teoria lì quella roccia non ci doveva stare.

Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi.” Sono queste le prime parole rilasciate ai microfoni di Tgcom24  di Francesco Schettino, il comandante della nave Costa Concordia affondata la scorsa notte poco distante dall’isola del Giglio dopo essere salpata dal porto di Civitavecchia.  E poi, sempre il comandante, che  sta cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente: “Gli uomini dell’equipaggio della nave Costa Concordia  sono stati gli ultimi ad abbandonare l’imbarcazione, assicurandosi prima di salvare i passeggeri”.

Il comandante durante l’impatto era al timone, nella cabina di comando della nave, ha assicurato il direttore generale della compagnia Costa Crociere Gianni Onorato che, incontrando i giornalisti a Porto Santo Stefano, ha parlato di  una tragedia. “È ovvio che per noi sia una brutta giornata. La valutazione dell’andamento del salvataggio è difficile farla in questo momento, la faremo insieme con le autorità per stabilire le cause e per fare in modo che questo non avvenga più visto che non era mai accaduto prima – , ha spiegato Onorato.  Valuteremo la situazione insieme alle autorità che si sono già messe al lavoro.
“Il comandante della Costa Concordia è con noi da 11 anni – ha detto sempre il Dg di Costa Crociere – . Al momento della collisione con lo scoglio, dopo aver valutato i primi danni ha deciso di mettere in sicurezza la nave, cioè di mettere in sicurezza gli ospiti e l’equipaggio, e poi ha dato l’ordine di evacuazione  e di abbandono della nave. Il dg di Costa Crociere ha anche fatto osservare che  purtroppo c’è stata una inclinazione repentina, troppo veloce della nave, che ha fatto interrompere il normale programma di evacuazione, che si stava svolgendo correttamente. Da questo momento in poi – ha continuato a spiegare Onorato – sono dovute intervenire le autorità italiane, la guardia costiera e le Capitanerie di porto a cui sono passate in mano le operazioni di salvataggio e di soccorso”.

Tuttavia emergono dei dubbi. Perchè la capitaneria  la Concordia si trovava in quella zona significa che l’acqua era abbastanza alta. E se anche la cartina segnalava la percorribilità della rotta è sempre in funzione l’ecoscandaglio, specie su queste navi la cui valutazione effettiva della profondità delle acque è essenziale.
Possibile che lo strumento non abbia rilevato nessuna anomalia? Se così fosse ci troveremo di fronte a un guasto tecnico importante. E poi una fonte vicina all’inchiesta tecnica ha risposto all’agenzia Ansa che la grossa imbarcazione stava seguendo una “rotta sbagliata”. In pratica non avrebbe dovuto trovarsi in quel punto dove ha impattato lo scoglio.

Diversa la posizione  di Onorato Dg di Costa Crociere. “Non è corretto dire che la nave era fuori rotta. È stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave. Collaboreremo con le autorità preposte per fare tutti gli accertamenti necessari”.

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