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Inaugurazione anno Accademico a Roma Tre: Prodi, Profumo e Fabiani contestati

ROMA – Vita difficile per il Governo Monti. Dopo la rivolta delle categorie produttive e dei professionisti, è il turno dell’Università: questa mattina, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico presso l’Ateneo di Roma Tre, il Ministro Alessandro Profumo è stato accolto da contestazioni con tanto di trombette e striscioni di protesta.

Le rivendicazioni degli studenti, riunitisi all’ingresso della Facoltà di Lettere, riguardano principalmente l’ipotesi di abrogazione del valore legale del titolo di studio e l’eventuale emanazione dei decreti attuativi della riforma Gelmini. Due punti cardine sui quali gli studenti non sono disposti a trattare: sulla prima questione, si teme infatti che aumentino le disuguaglianze tra i vari atenei, creando università di serie A e università di serie B, avvantaggiando, con tutta probabilità, gli enti privati. In secondo luogo, gli studenti vorrebbero scongiurare un prosieguo delle politiche di tagli e privatizzazioni che il ddl Gelmini rappresenta e che è già stato motivo di aspre contestazioni durante lo scorso anno, in particolare per quanto riguarda l’FFO,ovvero il fondo di finanziamento ordinario. Slogan, cartelloni e un mini – corteo all’interno della Facoltà, con alcuni studenti del sindacato Rds che hanno invece consegnato una lettera di chiarimenti sulle tematiche di cui sopra direttamente al Ministro.

Per la verità, alcuni tengono a precisare che le loro critiche vengono rivolte non solo a Profumo ma anche al Rettore Fabiani, protagonista, negli ultimi due anni, “di una gestione personalistica e militarizzata degli organi decisionali”, come spiega Federica Borlizzi del sindacato universitario Studenti Indipendenti . Nell’occhio del ciclone, vi sono infatti diversi provvedimenti che agli universitari sembrano indigeribili: l’istituzione della “Fondazione Maruffi”, un ente privato per il quale l’Ateneo ha messo a bilancio diverse centinaia di migliaia di euro, al fine, teoricamente, di finanziare la produzione di olio all’interno di un terreno dislocato nei pressi di Ciampino e donato, per l’appunto, dai fratelli Maruffi. Tralasciando i dubbi sull’utilità di destinare risorse ingenti, specie in periodo di crisi, per la produzione di olio, la cosa che ha fatto storcere il naso agli studenti è il fatto che a capo di questa fondazione, nel ruolo di Presidente, vi sia nientemeno che il Rettore Fabiani. Ci si chiede dunque se tutto questo sia funzionale non già all’Ateneo, bensì alla maturazione di un ulteriore vitalizio. In secundis, si contesta l’acquisto, per la modica cifra di 24 milioni di euro, di uno stabile sito in Via Blaserna, all’interno del quale collocare uffici e servizi agli studenti quali, ad esempio, il Centro Linguistico di Ateneo: nulla da dire, se non fosse che il nuovo acquisto si colloca in una zona totalmente al di fuori dei due quartieri (San Paolo – Marconi e Garbatella) su cui Roma Tre si estende. Sembra quindi poco ponderato acquistare, per un prezzo così elevato, un immobile che potrebbe creare ulteriori problematiche agli studenti, costretti ad attraversare mezza città per compilare un modulo, ricevere informazioni o seguire il corso di lingua straniera. Tutto questo, peraltro, in una fase in cui l’Ateneo fa orecchie da mercante rispetto alle richieste degli studenti di istituire nuove mense e nuovi posti alloggio. Senza contare il fatto che Roma Tre è risultato uno dei 38 atenei d’Italia ad aver applicato tassazioni per gli studenti oltre il limite di legge prestabilito.

Presente all’inaugurazione, inoltre, l’ex premier Romano Prodi, neanche lui esente da critiche a causa del suo acclarato appoggio alle dinamiche dei prestiti d’onore e delle privatizzazioni in ambito universitario.
A tutte le questioni poste in essere dagli studenti, il Ministro ha preferito non rispondere, complice anche la presenza di un inviato delle Iene che ha insistentemente chiesto conto di una delibera del Cda del Politecnico di Torino, Ateneo di cui Profumo è stato rettore, secondo la quale agli studenti vengono chiesti 2 milioni di euro in più rispetto al bilancio ordinario. Il Ministro, onde evitare ulteriori contestazioni, ha preferito evadere le domande di studenti e giornalisti, defilandosi lungo i corridoi della Facoltà.

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