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A Verona va in scena la Lega e l’antilega. Tosi corre da solo

VERONA – E’ l’ex ministro degli Interni Roberto Maroni a lanciare nuovamente l’apertura ufficiale della campagna per la rielezione  a sindaco di Verona di Flavio Tosi della Lega Nord, che a quanto pare  correrà da sola convinta di avere i numeri.

Maroni durante il suo intervento non ha dubbi: “Sono venuto ad esprimere una solidarietà personale ad un leghista vero e autentico – ha esordito dal palco Maroni – . Da Verona può partire la fase nuova che può portare a realizzare il nostro grande sogno, quello di  barbari sognanti, che si chiama Padania”. E poi, continua l’ex ministro: “Se Tosi e la Lega vinceranno a Verona  si aprirà la strada per tutto il Veneto e il nord del Paese”.  E ancora: “Allearsi con chi dice  il contrario di noi sarebbe ipocrisia”.

Dello stesso parere Tosi: “La Lega – dice l’attuale primo cittadino –  correrà da sola, con l’eventuale appoggio delle liste civiche, ma senza l’attuale partner di governo cittadino, il PdL.    Innanzitutto per delle motivazioni a carattere locale perchè una parte del PdL non si è comportata come noi ci aspettavamo – ha proseguito – e poi per un fattore nazionale anche piuttosto forte. Dovremo spiegare ai veronesi – ha aggiunto – perchè chiederemo circa 200 euro a testa in più, a neonati ed anziani, non perchè il Comune aumenta le tasse, ma perchè chi ha votato la manovra Monti ha chiesto ai cittadini quei soldi in più. Il ragionamento politico – ha detto ancora Tosi – è che vincerà la Lega. A Verona noi vinceremo. Ed oggi celebriamo l’inizio della corsa solitaria della Lega per la campagna elettorale”.

Insomma il messaggio vuole essere chiaro ed ora si aspetta che la Lega faccia chiarezza al suo interno e si liberi definitivamente degli alleati contrari alla sua linea, proprio come ha precisato Maroni.
Tuttavia, il compito che spetta ai militanti leghisti in attesa del fatidico 6 maggio 2012, giorno in cui i veronesi torneranno alle urne, non è affatto facile.
La Lega  dovrà fare i conti  con gli ex alleati di governo dai quali hanno preso le dovute distanze, ma anche con quella parte dei loro  sostenitori che iniziano a intravedere le incoerenze politiche del Carroccio. Prima uniti con Berlusconi e ora separati a causa del sopraggiunto terzo incomodo, ovvero Mario Monti.

Durante l’assemblea si sono verificate delle contestazioni da parte degli indipendentisti veneti. Paradossalmente i cartelli e gli striscioni di protesta ricordano la Lega dei primi anni ’90 quando le camice verdi attaccavano il centralismo dello Stato. Questa volta – anche se le parole cambiano – il famoso slogan ritorna contro chi l’ha coniato: “Lega ladrona”, si legge nei tanti striscioni che i veneti hanno portato per l’occasione, a dimostrazione che gli esponenti leghisti non sono poi tanto diversi dagli altri partiti con i quali andava a braccetto fino a poche settimane fa.

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