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Unità di crisi regionale: acquistati 5 mila spalaneve

 

ROMA –  Ormai dopo la figuraccia della settimana scorsa l’amministrazione di Roma è entrata nel panico in vista della prossima  nevicata attesa per venerdì e sabato.

Tra i 30 e i 60 centimetri di neve informa la protezione civile. E così, onde evitare ulteriori disservizi,  il sindaco Gianni Alemanno ha ordinato per domani e sabato la chiusura per due giorni degli uffici e delle scuole pubbliche. Ma non solo. In caso la capitale si risvegli nuovamente sotto una coltre di neve gli automobilisti avranno l’obbligo di avere a bordo le catene almeno fino alle 24 di sabato. Insomma non ci sono scusanti altrimenti scatteranno multe salatissime.
Evitare quindi  spostamenti se non per vitale necessità.

C’è solo da sperare che oltre alla giustificata ordinanza del primo cittadino, l’amministrazione capitolina si sia adeguata alle copnsuete e non eccezionali temperature invernali e abbia allertato i servizi necessari per far fronte al maltempo. Non come qualche giorno fa, in cui la capitale è precipitata nel caos più totale. Speriamo che, dissipato l’acceso scontro di qualche giorno fa tra sindaco e Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, il vertice di questa mattina abbia pianificato  quel minimo di organizzazione che la volta precedente non si è vista. Come i mezzi spargisale e magari qualche trattore trasformato per l’occorrenza in spazzaneve.
E non solo. Il sindaco dovrebbe altresì giustificare le assenze anche a tutti quei lavoratori che operano nel privato. Ma non come la volta scorsa, in cui molti lavoratori e lavoratrici non essendo riusciti a raggiungere il posto di lavoro non sono stati pagati. Insomma vere e proprie ferie forzate. Se si fanno le ordinanze è il caso che tutti siano tutelati.

 

Intanto la Regione Lazio diffonde il risultato dell’Unità di crisi riunitosi quest’oggi.

Nella riunione operativa al tavolo di crisi ieri la task force regionale, coordinata dalla protezione civile regionale, ha definito il piano integrato di interventi, condiviso con le cinque Province del Lazio, Roma Capitale, Corpo forestale dello Stato, Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, Anas, Società Autostrade, Astral, Enel, Acea, Ares 118.
Interventi:
·       La Regione ha acquistato 5mila pale spalaneve manuali già distribuite a partire da ieri ai piccoli Comuni del Lazio, in particolare nell’Alto frusinate e nei comuni della Provincia di Roma. Ulteriori pale sono in corso di reperimento.
·       A disposizione dell’unità di crisi Frosinone tra ieri ed oggi squadre taglialegna, richieste dalla Regione alla Protezione civile nazionale, e che arrivano dalle regioni del Nord. Le squadre dovranno essere utilizzate in particolare nei percorsi delle linee aeree sia dell’energia elettrica che nei tronchi ferroviari, in particolare nei Comuni che sono stati più colpiti nell’ondata di maltempo del scorso fine settimana.
·       Attivati i consorzi di bonifica e l’Ardis affinché provvedano alla pulizia dei corsi d’acqua e i canali di bonifica.
·       Sono stati individuati punti strategici dove saranno a disposizione mezzi e uomini della Protezione civile regionale per gestire e coordinare interventi di emergenza. I punti individuati sono:
➢ Anguillara
➢ Cassia Bis, con la collaborazione di Anas
➢ Area Castelli romani
➢ Provincia di Frosinone, con base a Sora
➢ Monti Lepini, con la collaborazione di Autostrade
➢ Priverno-Ferentino
➢ Zagarolo

La Regione ha chiesto ai soggetti interessati di garantire interventi di supporto alla Protezione civile regionale:
Comuni: a tutti i Comuni e le Comunità montane del Lazio è stato chiesto di indicare i punti critici legati al maltempo.
Province: elenchi dettagliati sulla quantità di scorte di sale a disposizione e la quantità distribuita ai Comuni (si ricorda che la competenza di distribuzione del sale spetta alle Province). Le Province devono garantire i propri mezzi (spazzaneve e spargisale) sulle strade provinciali.
Autostrade: intervenire in supporto della Protezione civile sulla Sora – Avezzano e Monti Lepini.
Anas: intervenire in supporto della Protezione civile sulla Cassia Bis
Enel: rafforzare il numero di uomini a disposizione dell’emergenza, non solo per il completamento del piano di recupero delle utenze ancora disattivate, ma anche per il ripristino della normalità e per il mantenimento dei gruppi elettrogeni distribuiti.

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