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Cgia Mestre: “Le piccole imprese a rischio collasso”. Ferrero (Fds): “Nazionalizzare le banche”

ROMA – Numericamente rappresentano l’ossatura dell’industria italiana, ma sono anche i più tartassati.

I piccoli imprenditori  hanno detto in tutte le salse che il rischio per la loro sopravvivenza è legata a un filo sottilissimo. Le banche gli hanno chiuso l’accesso al credito e la burocrazia non lascia spazio alla comprensione: Equitalia ne una prova inequivocabile. Ad avvalorare la tesi denunciata da mesi dai piccoli imprenditori è arrivato la conferma della Cgia di Mestre. Le banche  – rivela  l’CGIA Associazione Artigiani Piccole Imprese – hanno chiuso i rubinetti del credito  e la stretta è legata anche al forte aumento delle insolvenze delle imprese (+36% l’anno scorso). Lo dice la Cgia di Mestre, citando le ultime statistiche della Banca d’Italia. Negli ultimi tre mesi del 2011, secondo la Cgia, “i prestiti erogati dal sistema bancario alle imprese sono diminuiti dell’1,5% e a dicembre la contrazione è stata addirittura del 2,2%”. Le insolvenze, invece, l’anno scorso hanno superato gli 80 miliardi di euro. Il rischio? Secondo l’associazione degli artigiani di Mestre è il collasso delle piccole imprese.

 

Sulla questione è intervenuto Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – FdS: “La Cgia di Mestre denuncia che il sistema bancario sta strozzando le piccole e medie imprese non concedendo credito. E’ sempre più evidente che le banche private prendono i soldi quasi a gratis dalla BCE ma li usano solo per prestarli ad usura agli stati. In questo modo l’economia entra sempre più in recessione. Per garantire il credito alle piccole e medie imprese è quindi necessario sconfiggere la speculazione e nazionalizzare le grandi banche. Solo con un controllo pubblico del credito è possibile uscire dalla crisi e praticare una riconversione ambientale e sociale dell’economia”. E’ quanto dichiarato l’ex Ministro della Solidarietà Sociale del Governo Prodi.

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