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ROMA – Desta sorpresa l’arresto di Orfeo Goracci, ex sindaco di Gubbio e attuale vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria.

L’accusa, per Goracci ed altri esponenti dell’allora Giunta eugubina, è quella di “associazione a delinquere”. Nello specifico si parla di reati di abuso d’ufficio, concussione, falso in atti pubblici e soppressione di atti pubblici. Insieme a Goracci sono coinvolte altre nove persone, tra le quali otto politici del PRC ed uno dell’IDV.  La notizia non è passata indolore neppure per il Partito della Rifondazione Comunista. Lo stesso segretario nazionale, Paolo Ferrero, intervistato da Il Fatto, ha dichiarato di avere “Piena fiducia nell’azione della magistratura, auspicando che si arrivi rapidamente al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Per quanto riguarda i rapporti tra Rifondazione comunista e gli indagati, il partito della Rifondazione Comunista ha immediatamente sospeso chi ha ricevuto avvisi di garanzia già nel mese di novembre e abbiamo chiesto pubblicamente a Goracci di dimettersi dalla sua carica di vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria in quanto chi è indagato non deve, a nostro parere, ricoprire incarichi istituzionali”. Paolo Ferrero sottolinea l’attenzione rivolta già da tempo sulla questione sollevatasi a Gubbio, rilanciando la ferma posizione del PRC in merito: “Lui non è si è voluto dimettere e c’è stata una polemica pubblica molto dura a riguardo tra il nostro partito e Goracci. Ora la giustizia faccia il suo corso, ribadiamo la nostra totale fiducia nell’autorità giudiziaria”, conclude lo stesso segretario nazionale di Rifondazione.

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