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Affaire Lusi: sequestro di beni e no al patteggiamento. Il movimento occupy torna a farsi sentire

ROMA – Sembra ormai quotidiano l’emergere di nuovi sviluppi circa lo scandalo Lusi: il lavoro della magistratura ha infatti condotto al sequestro di beni per circa 5 milioni di euro in quote immobiliari e societarie, a garanzia della restituzione del patrimonio sottratto. Un no secco anche rispetto alla richiesta di patteggiamento avanzata dai legali del senatore.

Inoltre è stato ascoltato dal pm Stefano Pesci in qualità di testimone Giuseppe De Meo,figura di rilievo all’interno della Margherita poiché per anni a capo della contabilità del partito: al vaglio degli inquirenti vi sono infatti le movimentazioni di conti correnti intestati alla Margherita tra il 2007 e il 2011, per una stima di circa 120 milioni di euro transitati. Stiamo parlando di cifre enormi, tanto più se il partito in questione non esiste più, sulle quali si ha l’intenzione di scavare a fondo: anche per questo si è ritenuto di sentire De Meo, chiedendogli conto di quali fossero i ruoli effettivi all’interno della Margherita e domandandogli spiegazioni circa alcune voci di spesa che sembrano sospette: ad esempio, 1,1 milioni di euro per spese di “viaggi, ristorazione e rappresentanza” per quanto riguarda solo il 2007. Numeri che evidentemente balzano subito agli occhi, per quanto giustificabili tenendo conto che all’atto di fondazione del PD si stabilì un cosiddetto “regime di separazione dei beni”. Anche il bilancio relativo agli anni successivi è fonte di dubbio poiché continuano a comparire spese sostanziose per propaganda, collaborazioni e spese di viaggio.

Al vaglio degli inquirenti vi sono quindi i flussi di denaro tra Lusi e la Margherita, ma non solo. Si sta infatti cercando di capire se, oltre al Pd, e dopo il 2007, altri soggetti politici abbiano beneficiato dei fondi. Rutelli ha prontamente smentito, spiegando che solo ed esclusivamente in periodi antecedenti al 2007 vi sono stati soggetti destinatari di denaro: parliamo di Udeur e diniani, ad esempio. Ricordiamo infatti che per statuto, pur vigendo la divisione dei beni, solo ed esclusivamente il Pd può essere beneficiario di stanziamenti da parte dei due soggetti costituenti.
Numerose sono quindi le domande che si pongono al cospetto dei magistrati: l’ex tesoriere della Margherita ha agito da solo o vi era un certo grado di consapevolezza da parte della dirigenza?i fondi utilizzati da Lusi hanno avuto solo fini personali o segnano un intreccio politico che stenta ancora a emergere?
Nel frattempo, il movimento “Occupy villa cedro lusi” non si ferma: la scorsa settimana ci era stata segnalata, nella nostra intervista a uno degli esponenti, il silenzio assoluto da parte dell’amministrazione comunale di Genzano circa la faccenda. Pochi giorni fa il sindaco Gabbarini sembrava avesse deciso di esporre le sue intenzioni tramite un confronto radiofonico col movimento. Un appuntamento che a detta degli attivisti si è rivelato però deludente e privo di sostanza. Per martedì alle 16 è convocata una nuova iniziativa, dove si tornerà a rivendicare la restituzione di Villa Cedro ai cittadini e dove si ribadirà alle istituzioni la richiesta di una presa di posizione seria.
Tutti in piazza, quindi, per chiedere “meno furberie e più regalie”. E che il cancello della villa, ora sotto sequestro, si apra finalmente a fini pubblici e, soprattutto, trasparenti.

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