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Crisi economica 2012. I cassaintegrati diventano disoccupati

ROMA – I dati emersi dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di gennaio, non promettono nulla di buono. Anzi. I cassaintegrati all’inizio del 2012 sono effettivamente diminuiti, ma solo perchè la Cig è scaduta e quindi in assenza di una ricollocazione i lavoratori andranno ad aumentare le fila dei disoccupati.

 

 

Insomma un panorama sconfortante e che – come afferma il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, “non consente ottimismi in un paese entrato nell’incubo della recessione”.
“Alla riduzione della cassa – precisa il sindacalista –  c’è un contestuale aumento del livello di disoccupazione e di mobilità, così come il calo di quella in deroga è il segno della conclusione o della mancata approvazione dei finanziamenti delle regioni. Siamo in  piena emergenza –  aggiunge -, per questo  dobbiamo occuparci delle criticità dettate dalla crisi: dal garantire gli strumenti di tutela al dare risposta agli oltre 70 mila esodati che si trovano in una situazione disperata: senza lavoro, senza pensione e senza futuro”.

Per ora dai dati emerge che le regioni più colpite dalla Cig sono quelle del nord. Al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate a gennaio c’è la Lombardia con 13.540.763 ore che corrispondono a 76.936 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Veneto con 7.224.165 ore di cig autorizzate per 41.046 lavoratori e il Piemonte con 7.210.557 ore per 40.969 persone. Nelle regioni del centro c’è il Lazio con 4.031.062 ore che coinvolgono 22.904 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 3.287.231 ore per 18.677 lavoratori. È la meccanica il settore in cui si conta il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate a gennaio, la meccanica pesa per 18.417.935, coinvolgendo 104.647 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 5.211.017 ore di cig autorizzate per 29.608 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 4.813.942 ore e 27.352 persone. Riguardo l’occupazione e i lavoratori in cig, a gennaio, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (2 settimane), sono coinvolti 624.786 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 4 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 312.393 lavoratori, di cui 121 mila in cigs e 75 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio cig, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 210.800.000 euro, pari a 675 euro per ogni singolo lavoratore.

Insomma inutile nasconderlo, l’allarme ora è altissimo. Ci troveremo di fronte ad una popolazione di disoccupati senza futuro. E in assenza di poilitiche per il sociale è probabile che questa situazione possa provocare delle conseguenze incontrollabili.

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