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ROMA – Il Ministro della sanità Renato Balduzzi vuole andare avanti, e annuncia l’invio dei Nas in tutte le strutture sanitarie affette da criticità. In mattinata si era addirittura parlato di ispezioni ospedale per ospedale, ma nel pomeriggio è arrivata la precisazione, in cui si parla, per l’appunto, solo di situazioni particolari già note.

Le contromisure non si sono dunque fatte attendere: sono, infatti, trascorse poco meno di 48 ore dalla visita a sorpresa nei locali del Pronto Soccorso dell’Umberto I dei senatori Marino e Gramazio. Un blitz che ha fatto emergere situazioni al limite della legalità e della sostenibilità: il caso più drammatico a cui gli onorevoli hanno assistito è quello di una signora di 59 anni da diversi giorni in stato di incoscienza, sdraiata su una barella in un corridoio e malnutrita. Inizialmente la paziente era stata ritenuta in stato di coma, oggi però è giunta la smentita del Policlinico, il quale sostiene che la signora fosse illucida ma comunque vigile e con agitazione psicomotoria. In ogni caso gli ispettori del Ministero della Salute hanno acquisito tutta la documentazione e da parte del Governo c’è la volontà di fare chiarezza e ordine, per quanto possibile.

Il nuovo scandalo dell’Umberto I era stato preannunciato da numerose segnalazioni di medici e pazienti, i quali nell’ultimo periodo hanno denunciato una situazione al collasso delle strutture pubbliche romane: al Pronto soccorso del San Camillo un genitore è stato costretto a staccare il sedile della sua autovettura per poter permettere alla sua bambina di poter stare seduta e far scorrere il medicinale contenuto nella flebo. Non vi erano infatti né sedie, né barelle disponibili per poterla adagiare, seppur la piccola presentasse febbre altissima e fosse in evidente stato di disidratazione. Sempre nella medesima struttura, la scorsa settimana si è verificato un altro fatto sconcertante: stando ad alcune immagini diffuse dal Pd, sarebbe stato praticato un massaggio cardiaco a un paziente steso per terra su un materassino. Un episodio gravissimo, sui quali i Nas stanno indagando per accertare eventuali responsabilità.

Il polverone che ha travolto la sanità pubblica del Lazio sembra evidenziare quindi una situazione gravissima, della quale però non vogliono risponderne soltanto i medici e il personale ospedaliero: anche Marino e Gramazio hanno infatti sottolineato come la colpa sia prima di tutto della malagestione della cosa pubblica e degli sprechi che avvengono nelle amministrazioni. Una responsabilità quindi che risulta essere principalmente della politica, la quale ha permesso che situazioni già molto delicate giungessero al collasso. Anche Fp – Cgil e Cgil Medici tengono a evidenziare come i tagli indiscriminati e continui ai posti letto e la carenza costante di personale siano le principali cause di questo drammatico scenario. Uno scenario che coinvolge il Lazio ma anche moltissime altre regioni, e testimonianza ne è la notizia di pochi giorni fa dove si temeva che il Pronto Soccorso di Bari non riuscisse più a soddisfare le richieste di assistenza.
E qualcuno, legittimamente, si domanda se forse quanto denunciato in questi giorni non fosse una realtà già ben nota, magari tenuta sapientemente alla larga dall’opinione pubblica per motivi poco nobili e che ben poco hanno a che fare con la tutela della salute e dei diritti del paziente.

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