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ROMA – Si è appena festeggiato il settimo, e ultimo, compleanno del protocollo di Kyoto dall’entrata in vigore del 16 febbraio 2005. Vicina la prova d’esame di fine anno per Unione Europea e Italia.

Secondo i dati preliminari dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’Italia  è a quota meno 4,8% di CO2, sull’obiettivo del meno 6,5% rispetto ai livelli del 1990 previsto dal protocollo. Il target europeo, sarà probabilmente superato, ad oltre il 10%, rispetto all’8%. Il protocollo – che chiude il primo periodo di attività (2008-2012) alla fine di quest’anno ma che continuerà su basi volontarie verso un accordo globale – è stato a lungo anche nel limbo dei negoziati degli incontri Onu sui cambiamenti climatici: sempre appeso a un filo, fino all’ultimo vertice di Durban in Sudafrica, lo scorso dicembre.

Proprio nel giorno in cui si è celebrato Kyoto, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha presentato il fondo, con una dotazione di 600 milioni per crediti agevolati allo 0,5%, per la promozione di investimenti pubblici e privati nella riduzione delle emissioni. Il fondo Kyoto (gestito dal dicastero dell’Ambiente di concerto con lo Sviluppo economico) partirà dal 15 marzo, insieme con la Cassa depositi e prestiti e l’Abi, essenzialmente per interventi su efficienza energetica, diffusione di mini impianti per la produzione di elettricità, calore e freddo, impiego di rinnovabili di piccola taglia e promozione di nuove tecnologie. “Il fondo – ha chiarito Clini – rappresenta una misura anticiclica, e può svolgere una funzione di volano permanente per la crescita sostenibile dell’economia italiana”. I fondi verranno distribuiti in tre annualità da 200 milioni l’una. Ai 600 milioni potrebbero poi aggiungersi fondi ulteriori derivanti dalla vendita all’asta dei diritti di emissioni in ambito Ets, come stabilito dalle direttive europee.

“Il protocollo è stato un limite innovativo che ha dato un valore economico alla pulizia ambientale mettendone in luce i vantaggi”, spiega Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea. Che assicura: l’Italia dovrebbe centrare gli obiettivi posti dal protocollo “sia grazie alla crisi sia per gli aiuti sottoforma di incentivi, come il 55% di detrazione per l’eco-ristrutturazione o agli impianti fotovoltaici e biomasse. E ha fatto un balzo in avanti anche grazie al contributo delle riserve forestali’’. “Possiamo guardare con più ottimismo al futuro”, gli ha fatto eco il senatore del Pd e vicepresidente del Kyoto Club, Francesco Ferrante.
Edo Ronchi, guardando al 2020, chiede ora politiche e misure “ben più coraggiose”. “Per il 2020 dobbiamo affrontare gli obiettivi europei del pacchetto 20-20-20 che sono ben più impegnativi – avverte l’ex ministro dell’Ambiente oggi alla guida di un think tank per lo sviluppo sostenibile – che, per le emissioni, potrebbero essere anche aumentati al 30%. Se teniamo presente questo quadro, e quello più a lungo termine dal 2030 al 2050, i trend attuali dell’Italia, benché in linea con Kyoto, vanno rivisti con politiche e misure ben più coraggiose”.

In linea con Kyoto, Lifegate ha presentato i risultati di “Impatto zero”, il programma che valuta le emissioni di CO2 generate da qualsiasi prodotto o attività e la loro compensazione: 380 milioni di prodotti per un controvalore economico di oltre 3 miliardi di euro, 65 milioni di metri quadrati di foreste tutelate e 134mila tonnellate di anidride carbonica compensata, per mille aziende coinvolte. A celebrare l’ultimo compleanno del protocollo ci ha pensato anche “M’illumino di meno”, l’iniziativa del programma radio Caterpillar (vedi la notizia in pagina Efficienza).

Informazioni su come accedere al Fondo Kyoto si trovano nel sito della Cassa depositi e prestiti a questo link: www.cassaddpp.it

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